Coronavirus: come si potrebbero erogare senza moduli e richieste finanziamenti 25 mila euro

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La crisi che stiamo attraversando deve, tra l’altro, essere occasione di rinnovamento della nostra pubblica amministrazione. Oggi più che mai risulta evidente come l’utilizzo di tecnologie e il ricorso al digitale da parte della pubblica amministrazione italiana debbano ridurre gli oneri a carico dei cittadini e delle imprese (e di chi opera per loro conto): pensiamo ai procedimenti volti al rilascio di benefici, sussidi o altre forme di sostentamento della popolazione che nell’immediato futuro si troverà ad affrontare gli impatti economici della crisi a causa della pandemia di Coronavirus. Dopo aver accumulato negli anni un ingiustificato e colpevole ritardo, ora la pubblica amministrazione è chiamata a procedere con celerità sulla strada della trasformazione digitale.

Teniamo presente che le banche dati in possesso di chi ci amministra e di ogni altro nostro interlocutore (dagli istituti di credito alle compagnie di assicurazione, dagli operatori della telefonia alle forze dell’ordine, sino ad arrivare all’amministratore condominiale e ad Amazon) sono zeppe, all’inverosimile, di qualunque nostro dato, compresi quelli “sensibili”, di cittadino e contribuente. D’altra parte ogni banca dati è generalmente un gran labirinto a sé, priva di collegamenti con le altre banche dati.

Pensiamo al click-crack day dell’Inps, provocato dalle richieste dei lavoratori autonomi per ricevere i famosi 600 euro: poteva essere evitato. L’Inps era già ed è in possesso di ogni dato, nessuno escluso, per individuare chi aveva e ha il diritto a percepirlo, con accredito diretto e immediato sul proprio conto corrente.

Così come il sostegno alle imprese e ai lavoratori autonomi, che riconosce il finanziamento degli altrettanto famosi 25 mila euro, non necessitava e non necessita di alcuna compilazione di moduli e di richieste: le banche sono già, da sempre e per sempre, in possesso di tutti gli elementi per individuare chi è titolare dei requisiti richiesti. Quindi: accredito diretto e immediato sul conto corrente, stop.

Per le richieste di Cassa Integrazione da parte delle imprese all’Inps: sarebbe stato troppo difficile individuare, nel bel mezzo dell’emergenza sociale, un unico e semplice percorso (nazionale) che accorpasse quelli esistenti, molteplici e complessi? Ma quale preventivo iter sindacale “telematico”, ma quale istruttoria da parte dell’Inps che già gestisce e già possiede ogni dettaglio della tipologia occupazionale e contributiva di tutti i dipendenti! Basterebbe l’accredito diretto e immediato sul conto corrente del cassaintegrato dell’anticipo promesso (entro lo scorso 15 aprile), ri-stop.

La possibilità di sfruttare a pieno le capacità tecnologiche del nostro tempo deve necessariamente integrarsi con la volontà politica e la cornice giuridico-amministrativa necessaria per lo sviluppo rapidissimo dell’innovazione. Uno dei tasselli fondamentali per la (ri)partenza del Paese e per il quale non sono più ammissibili ritardi. Le priorità sulle quali deve lavorare la P.A. sono quelle inerenti alle competenze digitali e funzionali, sulla logica dei servizi digitali pubblici, per indirizzare l’automatizzazione dei processi e l’interoperabilità dei dati in modo mirato. Una vera ed efficiente trasformazione digitale della pubblica amministrazione richiede soprattutto la possibilità di utilizzare e incrociare i dati, anzi i Big Data, che la stessa già detiene per determinarne benefici e situazioni giuridiche favorevoli, in un’ottica propositiva e di servizio al cittadino, al lavoratore e alle imprese.

Il contesto per farlo non sembra dei migliori, a causa di insufficiente sicurezza, scarsa semplicità di fruizione da parte dei destinatari e adeguata diffusione delle competenze digitali, come viene fotografato dal rapporto eGovernment benchmark 2019 della Commissione Europea pubblicato lo scorso autunno. Ma gli strumenti e i soggetti per indirizzare questo processo esistono, anche in Liguria. Soggetti come Start 4.0, il Centro di Competenza per le infrastrutture critiche con sede a Genova può farsi carico di queste esigenze, supportando lo Stato per concorrere a semplificare la macchina  amministrativa. mantenendo i principi di garanzia di privacy e sicurezza  ma istituendo allo stesso tempo procedure che possano pienamente sfruttare le nuove tecnologie

In sintesi si tratta di ottimizzare la gestione dei dati e di annullare la logica “dell’onere comunque a carico del cittadino”. Un mutamento del pensiero e del far politica, per alimentare e sostenere l’innovazione tecnologica.

“Tira sempre un vento/Che non cambia niente/ Mentre tutto cambia” (Ligabue, Niente Paura)