Allarme per i cavalli inselvatichiti dell’Aveto, le voci che circolano da tempo su prelievi abusivi di puledri destinati alla macellazione clandestina sembrano confermate da un episodio avvenuto nei giorni scorsi, secondo quanto segnala Paola Marinari, dell’associazione “Cavalli Selvaggi dell’Aveto”.

Paola Marinari

«Nei giorni scorsi, durante un’operazione di controllo da parte della Asl 4, dei Nas e dei Carabinieri Forestali – spiega Marinari – è stato trovato uno stallone privo di identificazione nel recinto di un macello locale. Il cavallo è risultato essere lo stallone denominato Penn, appartenente a uno dei branchi di cavalli inselvatichiti meglio conosciuti come cavalli selvaggi dell’Aveto. Il riconoscimento è stato possibile grazie alle schede segnaletiche redatte da Evelina Isola e dagli studenti dell’università di Genova che da anni effettuano monitoraggi e tesi di laurea sui cavalli selvaggi. Le spiegazioni fornite da chi deteneva abusivamente il cavallo non sembrano essere convincenti, visto che la presenza del cavallo è stata documentata con fotografie e video, pochi giorni prima, a molti chilometri di distanza, sui monti, e ciò sembra dare fondamento alle insistenti voci raccolte negli anni in merito a prelievi abusivi di cavalli inselvatichiti, puledri in particolare, e macellazione clandestina, mai prese seriamente in considerazione dagli organi di controllo. Posto sotto sequestro, Penn è stato reintrodotto in natura, grazie alla determinante collaborazione dei tecnici volontari dell’Endas, Equitazione etologica, Riccardo e Laura Rogina, della d.ssa Elisa Canepa, medico veterinario. Quest’episodio mette in evidenzia l’importanza del lavoro di monitoraggio portato avanti dai professionisti del progetto “I cavalli selvaggi dell’Aveto-Wildhorsewatching” che operano da anni sul campo.

Cavalli selvaggi dell’Aveto

Secondo Marinari «si aprono nuovi scenari inquietanti, per i quali ci si aspettano sanzioni esemplari e capillari controlli da parte degli organi competenti, sono in gioco non solo il benessere dei cavalli ma anche la salute pubblica».

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