Liguria, il 48% delle famiglie con figli non detrae le spese scolastiche e sportive

Foto: Liguria, il 48% delle famiglie con figli non detrae le spese scolastiche e sportive
Foto: Liguria, il 48% delle famiglie con figli non detrae le spese scolastiche e sportive

Acli Genova ha presentato i dati di una ricerca condotta da Iref (Istituto di Ricerche Educative e Formative delle Acli) sulle dichiarazioni dei redditi raccolte attraverso i Caf Acli: in Liguria il 48,2% delle famiglie con figli non porta in detrazione spese per asili nido, istruzione, università, attività sportive o strumenti compensativi per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento, contro il 38,4% a livello nazionale, con un divario di quasi 10 punti percentuali.

A Genova la percentuale complessiva si attesta al 41,8%, ma sale sensibilmente nella fascia di reddito più bassa: 99 dei 130 nuclei genovesi osservati in questo segmento, pari al 76,2%, non presentano alcuna delle detrazioni considerate. Il dato del 76,2% va riferito allo specifico segmento osservato, composto da 130 nuclei, e non esteso alla generalità delle famiglie genovesi; il dato complessivo sulle detrazioni si basa su 1.459 nuclei genovesi.

I dati sono stati presentati in Fondazione Carige nell’incontro promosso da Acli Genova per la conclusione del progetto Iniziamo dalla Famiglia, realizzato con il sostegno della Fondazione. All’incontro hanno preso parte la vice presidente di Regione Liguria Simona Ferro, l’assessora al Welfare, Servizi Sociali, Famiglie, Terza Età e Disabilità del Comune di Genova Cristina Lodi, il direttore dell’Armo don Gian Piero Carzino, oltre a Raffaella Dispenza, Lidia Borzì (delegata Famiglia e Stili di Vita Acli nazionale), Davide Lottero e Nadia Grosso (referente Acli Genova progetto Iniziamo dalla Famiglia).

Il quadro delle detrazioni si inserisce in una situazione lavorativa che la ricerca Iref ha analizzato attraverso i redditi da lavoro dipendente. In Liguria il reddito medio rilevato nel 2025 è pari a 26.065 euro, contro i 29.346 euro a livello nazionale, con un divario di circa l’11%. Nella provincia di Genova il reddito medio da lavoro dipendente è passato dai 24.838 euro del 2020 ai 29.285 euro del 2025, con un incremento del 17,9%. Nel confronto regionale, La Spezia raggiunge nello stesso anno 30.493 euro, Savona 27.460 euro e Imperia 23.415 euro.

Particolarmente significativo è il rapporto tra stabilità lavorativa e detrazioni per i figli. In Liguria non presenta alcuna delle detrazioni considerate il 43% dei nuclei con un lavoratore stabile. La quota sale al 58% tra i nuclei con lavoratori che svolgono più lavori e all’81% tra gli intermittenti o precari. A livello nazionale le percentuali corrispondenti sono rispettivamente del 34%, 49% e 73%.

«Viviamo una fase della vita del Paese molto complicata per le famiglie e per i lavoratori», ha evidenziato Raffaella Dispenza, vice presidente nazionale delle Acli. «Lo abbiamo misurato con la nostra ricerca nazionale sui redditi degli ultimi 6 anni e adesso ne abbiamo una conferma ancora più significativa in una regione dinamica come la Liguria e in una città vitale come Genova. Liguria e Genova che, dalla fotografia della nostra ricerca Iref con i dati del Caf, emergono come territori di frontiera rispetto a questa situazione nazionale, dove quindi lavorare come Acli in squadra con le istituzioni locali e nazionali per trovare soluzioni concrete. Come dimostra di essere già il successo dell’iniziativa che proprio a Genova le Acli hanno avviato sulla famiglia pochi mesi fa. E da qui dobbiamo e possiamo partire per sperimentare sul territorio molte delle strade che stiamo cercando di proporre alla politica per cambiare passo nell’aiuto ai lavoratori e alle famiglie italiani. Le strade che, in parte, abbiamo lanciato al nostro Incontro Nazionale di Studi poche settimane fa».

Accanto ai dati, l’incontro ha presentato i risultati conclusivi del progetto Iniziamo dalla Famiglia. Uno dei fulcri dell’intervento è stato il Punto Acli Famiglia del Centro Storico, inaugurato il 6 marzo in vico Falamonica come presidio di prossimità per l’informazione e l’orientamento delle famiglie: nei primi 5 mesi di operatività, fino al 31 luglio, sono state 224 le persone prese in carico dallo sportello, con richieste prevalenti su sostegno economico, assegno unico, assegno di inclusione, lavoro e disabilità.

Il progetto ha sviluppato attività rivolte a bambini e genitori attraverso i circoli Acli Achille Grandi, Morego, Apparizione, N.S. Guardia di Quezzi, Belvedere, Nuova Liguria Eventi e Valori Alpini. Tra i risultati, 50 bambini sono stati inseriti nelle attività ludiche pomeridiane del Circolo Achille Grandi e 47 coppie di genitori sono state coinvolte in percorsi di ascolto attivo. Il centro estivo gratuito al Circolo Valori Alpini ha accolto 16 bambini, anche con bisogni specifici e barriere linguistiche. Il progetto ha inoltre coinvolto nella propria rete 50 tra dirigenti e coordinatori, 5 Ats territoriali e referenti comunali.