Borse europee, chiusura poco mossa, attesa riunione Bce

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Seduta poco mossa per le Borse europee, con gli operatori cauti in attesa della riunione di giovedì della Bce. Parigi segna +0,1% con il Cac 40 a 5.444 punti, Londra +0,36% con il Ftse 100 a 7.425 punti, Francoforte -0,17% con il Dax a 12.550 punti. Milano chiude con Ftse Italia All-Share a 26.307,31 punti (+0,32%) e Ftse Mib a 24.035,49 punti (+0,22%).

Per quanto riguarda i dati macro, Eurostat ha comunicato che il dato del debito italiano è più basso anche rispetto alle ultime previsioni economiche della Commissione Ue, che lo vedeva al 132,1%, mentre il deficit è leggermente superiore rispetto a quello di 2,1% stimato da Bruxelles. Per l’intera Eurozona il debito pubblico continua a scendere attestandosi sull’86,7% dall’89% del 2016. Nella Ue-28 è calato dall’83,3% all’81,6%. Il più alto resta quello della Grecia (178,6%), seguito da Italia (131,8%), Portogallo (125,7%), Belgio (103,1%) e Spagna (98,3%). I più bassi invece in Estonia (9%), Lussemburgo (23%), Bulgaria (25,4%), Repubblica Ceca (34,6%), Romania (35%) e Danimarca (36,4%). Anche il deficit è in calo: nella zona euro è sceso dall’1,5% del 2016 allo 0,9% del 2017, e nella Ue-28 da 1,6% a 1%.

A Piazza Affari brilla Ferragamo (+3,9%), intonato con l’andamento positivo del settore, come Moncler (+2,2%). Bene anche Italgas (+2%) e Snam (+1,4%) mentre Enel cede lo 0,4%. In ribasso Saipem (-2,9%) in seguito alla diffusione dei risultati del primo trimestre 2018 e Telecom Italia, (-2,4%), Bper (-1,8%), Leonardo (-1,5%) e Mediaset (-1,2%).

Tra le materie prime l’oro è in frazionale rialzo a 1.328 dollari l’oncia, mentre il petrolio rimane pressoché invariato con Wti e Brent rispettivamente a 68,5 e 74,7 dollari al barile.

Per quanto riguarda i rendimenti dei titoli di Stato, il Btp si attesta a 1,76% e il Bund a 63 centesimi, separati da uno spread di 113 punti base. Il governativo decennale statunitense è sostenuto dalle prospettive positive dell’economia americana e dalla ripresa dell’inflazione. Queste dinamiche favoriscono anche il dollaro, che si mantiene in area 1,222 nei confronti dell’euro e supera quota 109 yen.