Le Fortificazioni del Golfo della Spezia vengono restituite alla comunità locale. Con la firma siglata oggi a Palazzo Reale a Genova, l’Agenzia del Demanio, il segretariato regionale del Mibact e il Comune della Spezia mettono nero su bianco l’intesa raggiunta per la valorizzazione del complesso di beni, intesa che si inserisce all’interno del federalismo culturale ex art. 5 comma 5.
Un complesso monumentale rilevante, come ha sottolineato Elisabetta Piccioni, segretario regionale del Mibact Liguria, «per ampiezza e importanza», dato che si tratta di quattro fortificazioni (Batteria Caporacca, Forte Parodi, Forte Montalbano e Batteria Valdilocchi) e della cinta muraria.
Il Comune della Spezia è pronto a mettere a bilancio 500 mila euro annui nel prossimo quinquennio. Il programma di valorizzazione prevede l’utilizzo del compendio con destinazione “turismo escursionistico” per rafforzare l’intera rete escursionistica ligure anche attivando le misure necessarie a garantire la sicurezza ai frequentatori e la cartellonistica informativa e divulgativa. «Questi forti sono rilevanti per l’arte, la storia, il paesaggio, l’urbanistica – commenta Cristiano Ruggia, vicesindaco della Spezia – Da capisaldi militari devono diventare capisaldi civili, collegati anche a tutta l’area del golfo dei Poeti».
L’intenzione è quella di restituire alla comunità locale spazi che possono diventare occasione di sviluppo dell’economia legata al turismo, alla promozione della conoscenza del patrimonio culturale e assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica dell’intero compendio, anche da parte delle persone diversamente abili.
«Voglio sottolineare l’importanza di questa operazione – afferma Roberto Reggi, direttore generale Agenzia del Demanio – che sancisce l’impegno di tutte le parti nel valorizzare un patrimonio pubblico, indipendentemente dalla sua proprietà. Oggi firmiamo l’accordo e diamo avvio al passaggio concreto del complesso monumentale dallo Stato al Comune della Spezia, un passaggio che si completerà nei prossimi sei mesi».
Dal 2010 a oggi il federalismo demaniale ha trasferito ai Comuni italiani circa 4 mila beni statali, per un valore di 1 miliardo e mezzo di euro. In Liguria i numeri parlano di 276 beni negli ultimi sei anni, per un valore di 78 milioni di euro.

