L’oleodotto Iplom di Busalla può riprendere a funzionare. L’azienda ha ricevuto il via libera dalla magistratura. La rimessa in esercizio è prevista nelle prossime settimane. Iplom può quindi riavviare la raffineria, ferma da 5 mesi per mancanza di materie prime, e consegnare i prodotti richiesti dal mercato. La magistratura aveva deciso il sequestro del’oleodotto in seguito a un incidente avvenuto nell’aprile 2016.
La cassa integrazione verrà interrotta a breve, così da poter disporre dell’intero organico per poter iniziare, fin da subito, le procedure propedeutiche all’avviamento degli impianti in condizioni di massima sicurezza. Ciò richiederà il massimo impegno di tutti i collaboratori Iplom per riportare l’azienda al regime produttivo.
«Una nuova “radiografia” dell’oleodotto – si legge in un comunicato della società – condotta con le più sofisticate e aggiornate tecniche di indagine, eseguita durante il mese di agosto, ha confermato come le attuali condizioni ne garantiscano l’esercizio in sicurezza. La permanenza delle condizioni di sicurezza, come oggi accertate, sarà garantita dalla pianificazione triennale di controlli ed interventi manutentivi in itinere, da parte di specialisti del settore. E sarà verificata con l’esecuzione di un nuovo collaudo idraulico nel corso del 2019, come espressamente richiesto dalla magistratura».
In questi mesi l’azienda ha realizzato 3 milioni di euro di lavori per la messa in sicurezza e 8 milioni di euro di lavori per la bonifica del territorio.
L’azienda è ancora impegnata e lo sarà ancora nei prossimi mesi nel ripristino ambientale del territorio, che prosegue secondo le direttive e la costante supervisione degli enti e in un programma di interventi di miglioramento dell’affidabilità sull’oleodotto che proseguirà anche oltre la rimessa in esercizio
La società intende soprattutto ringraziare tutto il personale tecnico, amministrativo e commerciale per la passione, la tenacia e la professionalità che hanno mostrato in questi mesi difficilissimi.
La raffineria Iplom opera da oltre 70 anni sul territorio nazionale ed è specializzata in prodotti a bassissimo impatto ambientale. Fattura in media 1 miliardo di euro all’anno, occupa 250 persone e circa altrettante nell’indotto. Negli anni passati ha contribuito, tra l’altro, con il 40% del bitume utilizzato nel Nord Italia. Lavora quasi 2 milioni di tonnellate all’anno di petrolio grezzo e, dispone dell’impianto di conversione più moderno d’Europa completato ed avviato nel 2012 con investimento di quasi 200 milioni di euro.