Savona con il casello di Albissola Marina. Il progetto iniziale era però, almeno sulla carta, molto più ambizioso: prevedeva un secondo lotto verso Ponente, per raggiungere anche il raccordo autostradale con Torino, e un terzo verso Levante, in direzione di Celle Ligure e Varazze.
Nulla di tutto questo vedrà mai la luce. Ad annunciarlo è stato proprio Gianni Vittorio Armani, presidente di Anas, che insieme a Giovanni Toti ha compiuto in settimana un sopralluogo nei cantieri della grande opera. «Prediligeremo – ha detto Armani – l’adeguamento della viabilità già esistente. Un’operazione più veloce, economica e decisamente meno impattante».
La notizia ha sollevato polemiche da ogni parte politica. Il centrosinistra, nelle parole dei consiglieri regionali Raffaella Paita, Giovanni Lunardon e Luigi De Vincenzi, ha dichiarato: «Abbandonare il secondo lotto è un errore grave. La piena funzionalità del lotto in costruzione dipende dalla prosecuzione fino al casello di Savona. Serve almeno un piano alternativo».
Il Movimento 5 Stelle ha sottolineato come l’opera abbia costi esorbitanti e benefici da dimostrare. «Tutti sapevano – dice Andrea Melis, savonese, consigliere regionale – primo tra tutti il Pd, sponsor e promotore di quell’opera, che il progetto si sarebbe fermato in corso Ricci, senza alcuna estensione o ampliamento. Il lotto due, così come presunte alternative tirate fuori tardivamente dalla naftalina dal Partito democratico, apparteneva al “Libro dei sogni”. La realtà è che, secondo alcuni studi, la nuova arteria, così com’è, non arriverebbe a snellire neppure il 20 per cento dell’attuale traffico veicolare dell’Aurelia».