L’unica certezza è che Savona avrà un sindaco donna. Come da pronostici, il ballottaggio di domenica 19 giugno sarà tra Cristina Battaglia, la candidata del centro sinistra, e Ilaria Caprioglio, del centro destra.
Non ce l’ha fatta per un pugno di voti il Movimento 5 Stelle. Un solo punto percentuale non consente a Salvatore Diaspro di giocarsi le proprie carte per amministrare il Comune.
«È andata come ci aspettavamo – ha commentato Battaglia, senza sbilanciarsi – Ora siamo in vantaggio e ci prepariamo ad affrontare le prossime due settimane». È lecito pensare che il Pd, nel secondo turno, possa contare sull’appoggio di altre liste quali “Rete a sinistra” (4,97 per cento), ma è presto per fare calcoli.
Più visibilmente felice la sfidante. Quando finalmente tutte le sezioni sono state scrutinate, Ilaria Caprioglio, il volto della rinascita del centro destra savonese, si è lasciata andare in un gran sospiro di sollievo. «Voglio ringraziare Savona per aver creduto in noi – afferma la candidata – Ora intendiamo proseguire al ballottaggio questo percorso, per portare alla città il cambiamento di cui ha bisogno».
Avrebbe di che essere contenta anche Daniela Pongilione: le liste in suo appoggio “Noi per Savona” e “Savona Bella” hanno ottenuto complessivamente più dell’8 per cento dei voti, triplicando il risultato delle ultime elezioni. Eppure non è del tutto soddisfatta. «Sono andate al ballottaggio le due forze che noi riteniamo la causa del degrado di questa città – commenta Pongiglione – Chiederemo inoltre un riconteggio delle schede nulle, in quanto c’è stato un trattamento non omogeneo all’interno dei seggi».
Nessuno commento da parte del Movimento 5 Stelle, che ha trascorso un weekend movimentato. Nella giornata di sabato la Polizia municipale ha sequestrato il loro gazebo (o più che altro un piccolo cottage in legno) in piazza Sisto IV. Un gesto motivato da “propaganda indiretta”, ovvero dal volantinaggio compiuto da alcuni attivisti.