È partita stamattina e terminerà sino al 29 ottobre la demolizione del Forno 70 dell’ex Stoppani a Cogoleto.
Prima le demolizioni dall’interno della struttura, poi alla fine cadrà anche la parete esterna, quella vicina alla provinciale 78 di Lerca che, per la sicurezza della circolazione e delle operazioni di smantellamento e decontaminazione della struttura, per i primi 800 metri della strada resterà chiusa sino alle 19 del 29 ottobre.
Il forno è l’ultimo impianto a essere spento nel 2003 alla chiusura della fabbrica chimica. A seguire l’avvio delle operazioni, che proseguiranno sino al 29 ottobre e sono coordinate dalla struttura del commissario delegato all’emergenza nazionale ex Stoppani, c’erano anche il consigliere delegato all’ambiente della Città metropolitana, Enrico Pignone, e i sindaci di Arenzano e di Cogoleto, Maria Luisa Biorci e Anita Venturi insieme a Cecilia Brescianini, soggetto attuatore della struttura commissariale.
Per Enrico Pignone «questa demolizione è un passo molto importante, anche dal punto di vista simbolico, verso il grande obiettivo della messa in sicurezza di un’area devastata da scelte del passato, per tentare di restituire al territorio una vallata splendida che possa in futuro avere anche la possibilità di essere vissuta e utilizzata nel modo migliore».
Giudizi positivi anche da Maria Luisa Biorci e Anita Venturi. Dal settembre 2014 sono state molte le demolizioni nell’area Nord del vecchio stabilimento chimico, ricorda Cecilia Brescianini: «Dal magazzino prodotti con forti criticità per i livelli di cromo a quello delle scorte, dai Forni 96 e 58, ai settori della solfitazione e della lisciviazione alla palazzina degli uffici e abbiamo predisposto nell’ultimo magazzino rimasto un’area confinata per tutti i residui delle demolizioni, confezionati in sacchi sigillati, che per le alte concentrazioni di cromo potranno essere smaltiti solo in siti speciali all’estero, con una gara europea».
























