Profughi, Regione nega struttura per accoglienza

Incontro sindaci profughi
Un incremento dei numeri dovuto alla mancanza di turn over per la chiusura delle frontiere: sono 1600 i profughi ospitati in Liguria e ne arriveranno altri 700. Un’emergenza per alcuni sindaci, un’esperienza positiva per altri. Erano in tanti oggi a Genova alla riunione indetta da Anci Liguria prima del tavolo di confronto convocato in Prefettura.
Confronto che si è concluso con il rifiuto da parte della Regione di mettere a disposizione una struttura di proprietà per l’accoglienza. «Ho detto che sono contraria a come è gestita oggi l’emergenza – spiega l’assessore regionale all’Immigrazione Sonia Viale – che sono favorevole a ricordare a tutti che nel nostro Paese c’è un sistema che prevede da un lato l’immigrazione legale, dall’altro quella illegale, ma questa differenza è saltata, vengono tutti indistintamente chiamati profughi o richiedenti asilo, cosa del tutto sbagliata».

La seconda preoccupazione che Viale ha espresso al tavolo è stata quella sanitaria: «Ho detto che è necessario che gli streaming e le analisi approfondite vengano fatte nei luoghi di sbarco».

Anche i sindaci raccolti in Anci Liguria non sono assolutamente compatti su questo sistema dell’accoglienza diffusa.
«Il fenomeno sta assumendo proporzioni preoccupanti – spiega il segretario di Anci Liguria Pierluigi Vinai – da una parte l’approccio umanitario non deve venire meno per persone che fuggono da situazione di guerra, ma la situazione sta creando qualche problema, come Anci stiamo dando un’assistenza, collaborando con la Regione e con le prefetture affinché si possa trovare un punto di sintesi, un programma operativo condiviso, questi numeri possono essere assorbiti in modo intelligente evitando concentrazioni non gestibili dal territorio».
Capita anche, sottolinea Vinai, che ci siano contatti tra prefetture e terzo settore che scavalcano i sindaci, aumentando il senso di abbandono da parte degli amministratori.

Nel pomeriggio era emersa l’esigenza di un maggior governo delle situazioni rispettando i territori e i numeri della popolazione residente.