Confcommercio La Spezia partecipa a Bari a In Città 2026, il forum itinerante dedicato alla desertificazione commerciale. In Liguria il 66,4% dei negozi non possiede il locale in cui opera, secondo un’indagine di Confcom-Centro Studi Tagliacarne.
La delegazione spezzina è composta dal direttore Roberto Martini, dal responsabile della comunicazione Alessandro Corsini e dal presidente di Fimaa Confcommercio La Spezia Gianni Balducci, membro di giunta. I lavori si svolgono allo Spazio Murat in piazza del Ferrarese.
L’iniziativa, che ha debuttato a Bologna lo scorso autunno, è promossa da Confcommercio all’interno del progetto Cities e adotta una formula itinerante: cambiano luoghi e relatori, ma l’obiettivo resta analizzare le criticità dei centri urbani per proporre soluzioni concrete.
«Tra il 2012 e il 2025 in Italia sono scomparse 156 mila imprese commerciali. La nostra provincia non fa eccezione, da anni lanciamo l’allarme sulla chiusura dei negozi e la desertificazione commerciale», dichiara Roberto Martini, direttore di Confcommercio La Spezia, «Per invertire la rotta, Confcommercio rilancia il modello del progetto Cities e la proposta operativa rivolta direttamente ai sindaci: lavoriamo insieme a un Piano d’azione territoriale per la prossimità. Al Comune spetta la guida e la pianificazione, noi mettiamo a disposizione la conoscenza capillare delle strade e dei bisogni reali. L’iniziativa culminerà a breve in una mobilitazione nazionale. Il 16 novembre le Confcommercio di ogni provincia consegneranno simbolicamente ai sindaci di tutta Italia le chiavi dei negozi chiusi».
Il progetto Cities diventa fondamentale in un contesto di forte crisi del settore. Secondo l’indagine di Confcom-Centro Studi Tagliacarne su dati Mef, Rapporto Immobiliare Omi e Archivio Asia-Istat, la regione risente di un aumento dei negozi sfitti. Un fenomeno riconducibile in parte all’aumento dei costi degli affitti, dell’energia elettrica e del carburante, che mette a rischio chiusura i negozi in affitto.
«In Liguria sono presenti 17.201 attività, di queste 11.422 hanno la propria sede in locali presi in affitto, parliamo del 66,4%», commenta Gianni Balducci, presidente di Fimaa Confcommercio La Spezia e membro di giunta, «Il dato evidenzia la limitata diffusione della proprietà immobiliare nel commercio al dettaglio e la conseguente esposizione della maggioranza degli esercizi ai costi di locazione e alle condizioni del mercato immobiliare. La Liguria registra le percentuali più basse di negozi di proprietà in Italia, preceduta solamente dal Lazio, dalla Campania e dalla Toscana. A pagare il prezzo più alto di questa trasformazione economica sono il piccolo commercio non alimentare, il settore della ristorazione e dei bar, i negozi tradizionali di abbigliamento, calzature e articoli per la casa che registrano tassi di abbandono superiori al 20%. La situazione appare ancor più drammatica per le agenzie di viaggio, dove la percentuale di locali non attivi supera il 34%. Sotto pressione anche la cura della persona, con i saloni di parrucchiere ed estetista che mostrano livelli di sfitto vicini al 23%».
Per la riqualificazione dei centri urbani la strategia di Confcommercio punta a superare l’approccio basato sull’emergenza, con un metodo strutturale e duraturo. Il sostegno ai singoli negozi tramite contributi resta utile, ma la priorità è la rigenerazione della domanda urbana: intervenire su vivibilità, sicurezza, attrattività e qualità dell’abitare per spingere i cittadini a vivere, frequentare e fare acquisti nei propri quartieri.
«Il percorso operativo delineato richiede che ogni città si doti di un proprio Piano d’Azione Territoriale, uno strumento strategico pensato per riaprire i locali sfitti, rivitalizzare i centri storici e restituire energia ai quartieri periferici», aggiunge Alessandro Corsini, responsabile della comunicazione di Confcommercio La Spezia, «il negozio di vicinato sta attraversando una profonda trasformazione culturale e politica: non viene più considerato semplicemente come un’attività d’impresa, ma come una vera e propria infrastruttura civica indispensabile per la vita urbana. È questa la visione fondante di Cities, il progetto di Confcommercio nato con l’obiettivo di portare il valore sociale delle imprese di prossimità al centro dell’agenda delle istituzioni nazionali ed europee. Un locale di vicinato garantisce infatti presidio e sicurezza grazie alle sue vetrine accese, crea legami umani che alimentano una rete di welfare invisibile nei quartieri e contribuisce a mantenere lo spazio pubblico curato, vivo e vivibile».
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