Gli Stati Generali della Logistica del Nord-Ovest si sono riuniti il 29 ottobre all’Auditorium dell’Acquario di Genova. La cabina di regia è stata avviata nel 2015 da Liguria, Lombardia e Piemonte con l’obiettivo di condividere una visione macroregionale a sostegno di sviluppo, attrattività e competitività dei territori. L’8ª edizione è dedicata al rafforzamento dell’interconnessione tra infrastrutture, nodi logistici e sistemi territoriali.
Gli assessori regionali competenti per la logistica, Alessio Piana per la Liguria, Claudia Maria Terzi per la Lombardia ed Enrico Bussalino per il Piemonte, hanno condiviso l’importanza di portare a termine opere strategiche come il Terzo Valico dei Giovi e la nuova Diga foranea di Genova. Altri temi centrali per la logistica del Nord-Ovest sono la semplificazione e l’attrazione di investimenti, con particolare riguardo alla Zona Logistica Semplificata del Porto e Retroporto di Genova. Nell’agenda dei lavori hanno un peso crescente anche l’innovazione e la sostenibilità dei porti, con la digitalizzazione dei flussi delle merci e l’elettrificazione delle banchine.
Dopo i saluti istituzionali di Piana, assessore allo Sviluppo economico e ai porti della Regione Liguria, e della sindaca di Genova Silvia Salis, il summit ha approfondito le potenzialità e le prossime linee di sviluppo dei porti liguri, hub strategici per tutto il Nord Ovest. Sono intervenuti il presidente dell’Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale Matteo Paroli e il presidente dell’Autorità portuale del Mar Ligure Orientale Bruno Pisano.
Si è poi tenuta una tavola rotonda sul ruolo delle Regioni nelle strategie di sviluppo economico e sugli strumenti di semplificazione e innovazione della logistica. Vi hanno partecipato Bruno Dalla Chiara, ordinario di Trasporti al Politecnico di Torino, Ugo Patroni Griffi, avvocato e docente di Diritto commerciale all’Università Luiss, e Marie-Eve Reinert, direttore del Gect Corridoio Reno-Alpi. Per la Regione Liguria erano presenti gli assessori Claudia Morich e Paolo Ripamonti.
Dopo l’intervento del viceministro Edoardo Rixi, il convegno si è chiuso con il confronto tra i presidenti delle Regioni Liguria, Piemonte e Lombardia, Marco Bucci, Alberto Cirio e Attilio Fontana. Ha concluso i lavori il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, vicepremier, che ha tirato le fila della giornata.
«Liguria, Piemonte e Lombardia non devono solo dialogare, devono collaborare e costruire quella macroregione che oggi è già presente nelle filiere di business delle aziende, dalla logistica al manifatturiero, fino alla ricerca e sviluppo», commenta il presidente di Regione Liguria Bucci. «Le tre Regioni insieme creano la regione più ricca d’Europa, un territorio che offre grandi opportunità, dall’università all’industria, al turismo, dal mare fino alle montagne sopra i quattromila metri. Vogliamo valorizzare queste sinergie per contribuire al successo della macroregione in Europa. Sul fronte delle infrastrutture sono estremamente positivo: il Terzo Valico è al 97% di avanzamento, forse anche di più, la nuova diga è pronta per oltre la metà e avere l’A26 completamente libera dai cantieri da gennaio 2027 sarà un grande risultato. Dobbiamo programmare un sistema capace di affrontare le sfide economiche e i cambiamenti nel mondo del lavoro, dall’intelligenza artificiale alle competenze manuali, con particolare attenzione alla blue economy. Per quanto riguarda la Gronda», prosegue Bucci, «non esiste soltanto quella di Genova, ma anche il collegamento autostradale Predosa-Carcare-Albenga, previsto nel nostro piano e la cui progettazione sta andando avanti. Sono favorevole a entrambe. La mia esperienza mi insegna che prima bisogna avere le buone idee e fare i buoni progetti, poi cercare i finanziamenti. Lo dimostra il raddoppio ferroviario tra Finale e Andora: con il progetto pronto, il commissario europeo ha subito dichiarato che avrebbe finanziato il 50% dell’opera. Anche i sette miliardi arrivati a Genova sono arrivati perché c’erano dei buoni progetti».
«La competitività del Nord Ovest non può fermarsi ai confini amministrativi. Lombardia, Liguria e Piemonte rappresentano un sistema economico e produttivo strettamente integrato, nel quale la logistica svolge un ruolo strategico», aggiunge il presidente della Regione Lombardia Fontana. «Dobbiamo continuare a lavorare insieme per rendere più efficienti i collegamenti tra i porti liguri, il sistema manifatturiero lombardo e piemontese e i mercati europei, attraverso infrastrutture moderne, sicure e sostenibili, capaci di integrare il trasporto ferroviario con quello su gomma. Le Zone Logistiche Semplificate dimostrano come sia possibile trasformare le caratteristiche dei territori in opportunità concrete di sviluppo. Guardiamo con favore anche alla prospettiva di estendere la Zona Economica Speciale alle Regioni del Nord. Non chiediamo un euro in più, ma condizioni adeguate per consentire alle nostre imprese di competere ad armi pari. La semplificazione», conclude Fontana, «è una necessità per chi produce, investe e crea occupazione. La sfida è trasformare la cooperazione tra le Regioni in interventi concreti, perché una logistica più efficiente significa maggiore competitività per le imprese e crescita per l’intero Paese».
«Il nord ovest, Piemonte, Liguria e Lombardia, ritorna a essere la locomotiva del Paese e, grazie alle infrastrutture strategiche che si stanno realizzando, è il cuore, non soltanto geografico, dell’Europa, centro nevralgico dei trasporti e del transito di tutte le merci europee. Insieme, e nonostante la crisi dell’automotive, abbiamo occupazione in crescita e un Pil che è più alto di quello del Nord Est, con una capacità di esportazione che vale 240 miliardi di euro l’anno, in ulteriore crescita del 4% nei primi sei mesi del 2026», dichiara il presidente di Regione Piemonte Cirio. «Partendo da questi numeri dobbiamo continuare a lavorare insieme: la sfida è costruire un sistema sempre più integrato tra porti, interporti e collegamenti ferroviari, e in questo contesto è molto significativa l’apertura della Liguria a ragionare di strategie portuali e retroportuali insieme a Piemonte e Liguria, dov’è logistica e retroportualità sono settori strategici e in crescita significativa. Il Nord-Ovest deve ragionare come un unico grande sistema economico e infrastrutturale, per poter davvero competere con le principali piattaforme logistiche europee».
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