Il 27 maggio la Casa d’Aste Wannenes porta all’incanto una selezione di dipinti antichi e del XIX secolo nella sede genovese di Villa Carrega Cataldi. Opere di rara bellezza per una delle vendite più attese della stagione.
Dipinti antichi
La prima parte della vendita è un percorso attraverso la tradizione figurativa italiana ed europea, con opere che vanno dal Quattrocento al Settecento.
Ad aprire la rassegna sono due capolavori di soggetto sacro: il Riposo nella fuga in Egitto (lotto 230) di Gaetano Gandolfi, databile agli anni Settanta-Ottanta del Settecento, si distingue per la delicatezza cromatica e la profonda attenzione alla poetica degli affetti: la gestualità della Vergine, la presenza partecipe di San Giuseppe e l’intimità della scena restituiscono una visione al tempo stesso solenne e umana. L’opera, in eccellente stato conservativo, è stimata 60.000 – 90.000 euro. Sullo stesso soggetto si misura Giuseppe Cesari, il celebre Cavalier d’Arpino: il suo Riposo dalla fuga in Egitto (databile intorno al 1595) colpisce per le monumentali dimensioni e per l’inedita centralità del paesaggio, trattato con straordinaria sensibilità luministica. Il dipinto (in foto) dialoga con le coeve imprese romane dell’artista e riflette anche l’influenza della pittura fiamminga, in particolare di Paul Brill. La stima è fissata fra 50.000 e 80.000 euro.
Tra le opere di soggetto mitologico, la Venere con fauno e amorini (lotto 231) di Giovanni Antonio Pellegrini si impone per la sua straordinaria libertà espressiva. Attribuita da Fabrizio Magani e riferibile al periodo inglese dell’artista veneziano, la tela ha una stima di 40.000 – 70.000 euro.
Ad attrarre l’interesse dei collezionisti anche la Veduta di porto mediterraneo (lotto 228, 1711-1712) di Luca Carlevarijs, tra i precursori del vedutismo veneziano prima di Canaletto. L’opera, attribuita da Dario Succi, appartiene al gruppo delle cosiddette “vedute ideate”, in cui l’artista coniuga suggestioni romane e influenze nordiche, stemperando la rigidità del paesismo secentesco in una visione luminosa e ariosa. La tela rappresenta un esempio significativo della sua maturità artistica ed è stimata 30.000 – 50.000 euro.
Segnaliamo inoltre il Tancredi e Clorinda (lotto 222) di Alessandro Tiarini, riferibile alla piena maturità dell’artista bolognese. L’opera si distingue per la vibrante partecipazione emotiva e per la costruzione scenica complessa, in linea con la tradizione narrativa emiliana. È inoltre plausibile identificarla con una tela già documentata nella storica collezione Bianchi di Bologna. Stima: 15.000 – 26.000 euro.
Non mancano opere quattrocentesche, come la tavola raffigurate il Santo Stefano (lotto 232) di Michele Giambono, uno dei principali interpreti del gotico internazionale veneziano. La tavola, oggetto di importanti studi critici, è stata collegata a un polittico smembrato le cui parti sono oggi conservate in prestigiose collezioni internazionali. L’opera si distingue per la straordinaria qualità esecutiva, l’uso raffinato dell’oro e delle lacche e l’attenzione minuziosa ai dettagli decorativi, rivelando l’influenza di Gentile da Fabriano e la piena adesione al gusto tardogotico. La tavola è valutata 10.000 – 15.000 euro.
Dipinti del XIX secolo
La seconda parte della vendita attraversa i grandi temi della pittura europea dell’Ottocento, dal romanticismo al realismo, dal simbolismo alle prime sperimentazioni divisioniste.
«L’asta dedicata ai dipinti del XIX secolo propone un affascinante itinerario attraverso le molteplici anime della pittura ottocentesca: dalle composizioni storiche e dai ritratti del primo Ottocento fino alle suggestioni simboliste e alle raffinate sperimentazioni divisioniste dei primi anni del Novecento. Una selezione che restituisce la complessità e la continua evoluzione del linguaggio figurativo dell’epoca. Desidero inoltre sottolineare la presenza dell’importante dipinto di Gioacchino Toma, autentico capolavoro ritrovato, la cui riscoperta conferisce alla vendita uno speciale valore storico e collezionistico, arricchendo il prestigio dell’intera selezione» Così Rosanna Nobilitato, a capo del dipartimento di Dipinti del XIX Secolo.
Tra i protagonisti si segnala la Visita del Vescovo ai carcerati (lotto 255) del sopracitato Gioacchino Toma, eccellente tela datata 1861. L’opera, che colpisce per la profondità narrativa, è valutata fra 10.000 e 15.000 euro. Un dipinto che costruisce un complesso intreccio tra dimensione religiosa, politica e umana.
Il tema della figura femminile si declina in modi diversi lungo la selezione. Il Ritratto femminile (lotto 295, stima 1.500 – 2.000) di Fernando Labrada colpisce per l’estrema finezza esecutiva: l’abbigliamento e l’acconciatura del soggetto evocano l’eleganza raffinata dei ritratti rinascimentali.
Ben diverso il registro di Luigi Conconi nella Ragazza pensierosa in un interno, (lotto 293, stima 3.000 – 5.000): esempio emblematico della della Scapigliatura milanese e delle prime ricerche divisioniste, in cui la figura femminile è indagata come soggetto psicologicamente complesso.
La pittura di veduta è rappresentata da Venezia, bagnanti a Squero San Travaso (lotto 276) di Antonio Maria Reyna y Manescau, esempio della sua capacità di catturare la vita quotidiana e la bellezza di porti, coste e città. L’opera è stimata 3.000 – 5.000 euro.
Tra le opere di maggiore suggestione si segnala Bimba che prega, preghiera del mattino (lotto 290) di Emilio Longoni, delicato pastello che riflette una fase di introspezione spirituale dell’artista, trasmettendo un senso di purezza e innocenza. Il mondo simbolista e divisionista torna nella grande tela novecentesca con soggetto Orfeo e il canto della terra (lotto 298), dove la figura umana si fonde con il paesaggio, in una dimensione quasi spirituale. L’opera è stimata 8.000 – 12.000 euro.
Completano la selezione le vedute di Malta di Girolamo Gianni, Veduta del porto della Valletta e Veduta di Malta con barche di pescatori (lotto 275, stima 6.000 – 8.000), a testimonianza della fascinazione che l’isola esercitava su viaggiatori e artisti legati alla cultura del Grand Tour.
A chiudere il catalogo troviamo Il Buon Samaritano (lotto 280) di Jenny Nyström, opera che unisce rigore accademico e sensibilità narrativa in una rilettura suggestiva del tema evangelico. L’ambientazione è esotica, caratterizzata da costumi e paesaggi mediorientali. La stima è di 4.000 – 6.000 euro.
Informazioni
Esperti:
Antonio Gesino | Specialist
Rosanna Nobilitato | Specialist
Margherita Calabrò | Jnr Specialist
Esposizione:
Da domenica 24 a martedì 26 maggio 2026 10.00–13.00 | 14.00–18.00
Villa Carrega Cataldi (Via Albaro 11,Genova)
Asta:
27 maggio 2026
Villa Carrega Cataldi (Via Albaro 11,Genova)
