La Borsa di Milano apre incerta la seduta. Il primo Ftse Mib segna +0,03% a quota 49.196 ma dopo pochi minuti di scambi gira in calo. Lo sostengono Generali (+2%) e Ferrari (+2%), giù Unicredit (-1,15%) e Fineco (-1,3%).
Avvio in calo per le Borse in Europa che non sfruttano la scia dei mercati asiatici. Parigi ha aperto poco sotto la parità (-0,09%), Francoforte in ribasso dello 0,18% e Londra dello 0,52%.
Secondo giorno consecutivo di rialzo sui mercati in Asia grazie al ritorno degli acquisti sui tecnologici. Tokyo guadagna il 3,3% e Seul il 9% sostenuta dal rally di LG e Hyundai (oltre il 10%) e di Samsung (+8%). Caute invece le attese sull’Europa, con i future in calo, dove i tecnologici sono meno performanti, penalizzati dall’elevata dipendenza energetica.
Prezzo del petrolio rimbalza dopo il netto calo di oltre il 5% registrato ieri sulla scia di un’ipotesi più concreta di pace di Medio Oriente. Il Wti americano guadagna oltre l’1% ma resta comunque sotto la soglia dei 100 dollari, attestandosi a 99,3 dollari al barile.
Andamento simile per il Brent che sale sopra i 106 dollari al barile.
I contratti future sul gas naturale (Ttf) vengono scambiati ad Amsterdam in leggero rialzo (+0,28%) a 49,53 euro al MWh.
Nei cambi euro poco mosso questa mattina sui mercati valutari: la moneta unica europea è scambiata a 1,1622 dollari con una flessione dello 0,02% e a 184,8100 yen con un avanzamento dello 0,05%.
Lo spread tra Btp e Bund decennali è fermo a 73,9 punti, con il rendimento annuo italiano stabile al 3,83%.
