Fermo Pesca, aprono le domande per l’indennità. Coldiretti Pesca Liguria: “Tutela concreta”

Sarà necessario presentare una singola istanza per ciascuna unità di pesca presente in azienda

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Da mezzogiorno del 21 maggio sarà possibile presentare le domande fermo pesca 2025. Le imprese di pesca marittima, i cui dipendenti sono interessati a ricevere l’indennità giornaliera, dovranno utilizzare il solo portale “Fermo Pesca” per inoltrare le istanze entro il termine ultimo della mezzanotte del 30 giugno 2026.

Secondo quanto disposto dal decreto interministeriale 19 maggio 2026 n. 1603, per l’anno 2025 è riconosciuta ai dipendenti delle imprese di pesca marittima una indennità giornaliera omnicomprensiva fino a un importo massimo di 30 euro in caso di sospensione dal lavoro per misure di arresto temporaneo obbligatorio e non obbligatorio.

Sarà necessario presentare una singola istanza per ciascuna unità di pesca presente in azienda secondo l’iter illustrato nel focus on dedicato del sito del ministero.

Daniela Borriello, responsabile Coldiretti Pesca Liguria, commenta: «Il via libera alla presentazione delle domande di indennità per il Fermo Pesca 2025 rappresenta un passaggio importante per le marinerie liguri, in una fase particolarmente complessa per il comparto ittico, segnata dall’aumento dei costi energetici, dalle tensioni internazionali e dalla riduzione delle giornate lavorative».

«Si tratta di una misura attesa dal settore − spiega Gianluca Boeri, presidente Coldiretti Liguria − che garantisce una forma concreta di tutela alle imprese e ai lavoratori della pesca, oggi alle prese con una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica delle attività».

L’indennità per il fermo pesca a strascico previsto nel mese di ottobre è uno strumento utile per accompagnare le imprese durante il periodo di sospensione obbligatoria dell’attività, ma non deve essere considerato mero assistenzialismo, ribadisce Coldiretti. Rappresenta invece un intervento necessario per consentire continuità operativa ed economica alle marinerie e salvaguardare l’occupazione.

In Liguria il comparto della pesca a strascico conta circa ottanta imbarcazioni, impegnate nella valorizzazione delle principali specie locali, dai gamberi viola ai moscardini, dalle triglie ai polpi, fino ai tipici sugarelli. Si tratta prevalentemente di piccole imbarcazioni artigianali, espressione di una pesca storicamente radicata sul territorio e fondamentale per l’economia delle comunità costiere.

«La flotta ligure − sottolinea Bruno Rivarossa, delegato confederale − ha investito negli anni sulla sostenibilità e sulla qualità del prodotto, mantenendo un equilibrio tra tutela delle risorse marine e continuità delle attività produttive».

«Adesso −dice Borriello − è importante accelerare anche sul percorso di estensione della Cisoa al settore della pesca, attraverso strumenti immediati di tutela sociale. Un intervento che, come già dimostrato nel comparto agricolo, potrebbe offrire risposte concrete alla forte riduzione delle giornate lavorative causata dall’attuale congiuntura economica e garantire maggiore stabilità alle imprese e ai lavoratori del settore ittico ligure».