Gli effetti dello shock energetico sui prezzi iniziano a vedersi e le banche centrali devono fare i conti con uno scenario in mutamento. Le Borse europee chiudono con il segno meno in una giornata già partita in rosso. La Borsa di Milano ha terminato a -1,36% nel Ftse Mib, cali analoghi per le altre principali Borse europee che hanno peggiorato la performance dopo l’avvio di Wall Street.
A Milano le vendite si sono concentrate sui titoli tech o legati all’AI con St che perde in chiusura il 5,3%, pesante il bilancio per Prysmian in calo del 5,16%. Positivi i titoli oil, acquisti soprattutto su Diasorin (+2,37%) che corre ancora dopo il rally e Avio (+2,2%) nel giorno dei conti. Tra le banche, Mps festeggia i conti con un +1,47%, mentre Mediobanca mette a segno un solido +1,3%.
In Europa Francoforte lascia sul terreno l’1,62%, Parigi lo 0,95%. Più stabile Londra (-0,04%).
Pesa la ‘tregua appesa a un filo’ tra Stati Uniti e Iran, il nuovo rialzo del prezzo del petrolio, l’inflazione Usa arrivata al 3,8% (il dato peggiore da quasi tre anni) e il calo dei titoli tech e AI a Wall Street.
Lo stallo sulla riapertura di Hormuz non aiuta in prospettiva: i prezzi del petrolio sono tornati a correre, con il future sul Brent a 107,90 dollari (+3,6%) e quello sul Wti a 101,72 (+3,7%).
Per le materie prime, oro spot in calo a 4.654 dollari l’oncia (-1,7%). Sul valutario, si rafforza il biglietto verde: euro in calo a 1,172 dollari (da 1,1783 di ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 184,9 yen (da 185) e il rapporto dollaro/yen èa 157,7 (da 157).
Lo spread fra Btp e Bund ha concluso in rialzo a 76,7 punti base dai 73,5 della chiusura di lunedì. Il rendimento del decennale italiano è salito di 9,3 punti al 3,86%, quello tedesco al 3,09% dal 3,03 per cento.
