Roberto Cingolani, ceo uscente di Leonardo, presentando i conti trimestrali alla comunità finanziaria, ha dichiarato che si sarebbe potuto anche proporre un aggiornamento delle previsioni per il 2026 alla luce dei risultati del primo trimestre, ma poiché domani gli subentrerà il nuovo ceo per correttezza la scelta verrà lasciata al nuovo top management. «I numeri sono molto promettenti – ha aggiunto – e sono sicuro che faranno un lavoro fantastico». Lo riporta l’agenzia Radiocor.
L’assemblea degli azionisti di Leonardo di domani nominerà il nuovo cda che affiderà poi le deleghe operative a Lorenzo Mariani, attuale responsabile di Mbda Italia.
«Sono orgoglioso del lavoro svolto finora e sono certo che la nuova dirigenza ne garantirà la continuita- ha aggiunto Cingolani – gli ultimi tre anni sono stati fantastici. Credo che ci sia ampio margine per un’ulteriore crescita e l’andamento del primo trimestre 2026 è molto incoraggiante».
Cingolani ha poi ricordato le tre linee guida che hanno ispirato il suo lavoro nell’ultimo triennio: la formula bullets and bytes cioè la fusione tra hardware e software, tra le tecnologie digitali e piattaforme di difesa; la convinzione che nessuno può farcela da solo che ha dato vita alle alleanze, specialmente a livello europeo, per combattere la frammentazione della base di difesa europea e anche per favorire fusioni e acquisizioni in grandi collaborazioni tra le industrie; la terza linea guida è stata il passaggio rapido dalla difesa convenzionale alla sicurezza globale, non solo deterrenza militare, ma anche sicurezza informatica, sicurezza spaziale, sicurezza delle infrastrutture, sicurezza energetica, qualcosa su cui dovremo lavorare in futuro, e un giorno anche sicurezza alimentare.
Secondo quanto riporta ancora Radiocor, Cingolani ha dichiarato che il nuovo amministratore delegato di Leonardo «ha lavorato nell’azienda per moltissimi anni, abbiamo collaborato per quasi due anni e conosce molto bene il personale e la struttura: credo quindi che la continuità non dovrebbe rappresentare un problema. Il problema – ha concluso è la concorrenza estera e il time-to-market, cioè le solite sfide quotidiane che Leonardo deve affrontare in una situazione geopolitica così complessa»
