Salute e sicurezza sul lavoro, Cgil: “Liguria maglia nera sulle ispezioni”

Sulle ispezioni su salute e sicurezza sul lavoro il tasso di irregolarità in Liguria è all'88,7% e raggiunge il 98,5% nell'industria

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Sono state 2.068 le ispezioni sul lavoro in Liguria “definite”, ossia quelle arrivate a conclusione, e di queste 1.480 (pari al 71,6%) sono risultate irregolari. Quelle legate a salute e sicurezza sul lavoro sono state 795 e hanno riscontrato 1.356 violazioni per un tasso di irregolarità dell’88,7% che raggiunge il 98,5% nell’industria. Gli importi contestati per contributi previdenziali e premi assicurativi non versati ammontano a 4,1 milioni di euro evasi. L’impietosa fotografia emerge dai dati 2025 relativi alle ispezioni sul lavoro recentemente pubblicati dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro e rielaborati dal responsabile dell’ufficio Economico Cgil Genova e Liguria Marco De Silva.

«I dati sono estremamente preoccupanti e riguardano la qualità del sistema produttivo di cui tutti si vantano e mettono a nudo un sistema basato su precarietà e bassi salari e oggi si scopre anche su una altissima evasione ai danni di Inps e Inail – così il segretario generale della Cgil Liguria Maurizio Calà a ridosso della Giornata Mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro (28 aprile) commenta i dati INL.

Per la Cgil sono due i livelli di intervento che toccano imprese e politica: “Non ci sarà soluzione al problema di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro senza maggiori controlli e un apparato dello stato che non deve essere solo repressivo, ma deve fare prevenzione. Servono risorse economiche e umane per potenziare le Asl territoriali, gli uffici di Inps, Inail, l’Ispettorato del territorio e serve un concreto coordinamento tra tutti gli enti. Le aziende devono sapere che possono essere controllate perché se in un anno in Liguria si fanno solo 2 mila ispezioni a fronte di 132.857 imprese attive significa per una impresa avere la quasi certezza di non essere controllata”.

Le distorsioni del sistema produttivo ligure si leggono anche nei dati sulle ispezioni su salute e sicurezza sul lavoro che parlano di un tasso di irregolarità ligure dell’88,7%, dato più alto sia della media del Nord (75,2%), sia della media nazionale (82,1%). Per la Cgil “questa è la conseguenza diretta di un mercato del lavoro con un settore terziario in continuo aumento, con la rincorsa all’appalto e al subappalto e dove la precarizzazione del lavoro sta mostrando il vero volto. È necessario che la politica torni a fare il proprio mestiere, orientando e sostenendo il mercato del lavoro con politiche di qualità che migliorino realmente la vita delle persone”.