Sanzioni da un minimo di 25.000 euro fino all'1% del fatturato

Vietato usare il termine “artigianale” senza i requisiti

La denominazione "artigianale" è riservata esclusivamente alle imprese iscritte all'Albo: dal 7 aprile scattano le multe

gelato1

Dal 7 aprile usare la parola “artigianale” senza esserlo davvero potrà costare caro: fino all’1% del fatturato, con una multa minima di 25.000 euro per singola infrazione. La legge annuale sulle pmi introduce per la prima volta una disciplina chiara sull’utilizzo della denominazione “artigianale”, riservandola esclusivamente alle imprese iscritte all’Albo.

La norma interviene su un vuoto normativo storico e si applica a diversi settori, dall’agroalimentare alla moda fino alla somministrazione. Anche attività che producono direttamente – come un bar che realizza gelato – non potranno più utilizzare la definizione “artigianale” in assenza dei requisiti previsti.

In Liguria il settore artigiano rappresenta una componente rilevante del sistema economico locale, con 43.000 imprese e 150.000 addetti. La nuova disciplina punta a rendere più chiara la distinzione tra produzioni realmente artigiane e altre forme di offerta, rafforzando le condizioni di concorrenza leale e la possibilità per i consumatori di orientare consapevolmente le proprie scelte.

« È una battaglia che Confartigianato porta avanti da anni – commenta Luca Costi, segretario Confartigianato Liguria –. Si tratta di un provvedimento fondamentale per contrastare forme di concorrenza non corrette, restituire valore al lavoro artigiano e tutelare i consumatori. Un segnale di attenzione verso un sistema produttivo fondamentale a livello nazionale e regionale».

All’interno della stessa legge sono inoltre previste misure di sostegno alle reti d’impresa e le deleghe al Governo per la revisione della legge quadro sull’artigianato e per il rilancio dei confidi, con termine fissato al 7 gennaio 2027.

«L’attuale normativa sull’artigianato sconta vincoli ormai anacronistici – conclude Costi –. La delega coglie finalmente l’esigenza di superare limiti dimensionali e rigidità sulle forme societarie, permettendo alle imprese di evolversi e di affrontare le sfide della transizione green e digitale. L’obiettivo è costruire un modello più moderno, flessibile e competitivo, capace di stare sui mercati senza perdere la propria identità».