Se n'è parlato in commissione consiliare

Loggia dei Banchi a Genova, stop al progetto museo: sarà luogo di eventi e ristorazione

L'area sarà per la maggior parte calpestabile grazie all'integrazione di pavimentazioni in vetro trasparente

Scavi loggia banchi 3

Si è riunita questa mattina, in seduta congiunta, la IV e V commissione consiliare del Comune di Genova per fare il punto sul futuro della storica Loggia di Banchi. L’incontro si è reso necessario per aggiornare il consiglio e la cittadinanza su un percorso progettuale che, rispetto alla passata Amministrazione, ha subito una profonda evoluzione strategica e operativa.

Al centro del dibattito, secondo quanto scrive il Comune di Genova, la volontà di restituire alla città uno dei suoi simboli identitari, trasformandolo in un “concept polifunzionale”. Superata l’idea iniziale di un “Museo della Città”, il nuovo indirizzo mira a creare e quindi restituire alla cittadinanza uno spazio vivo, aperto ai giovani artisti, con aree per eventi e zone ristoro, capace di fare da collante tra l’area del Porto Antico e i caruggi del sito Unesco.

Il nodo cruciale del confronto ha riguardato i resti archeologici medievali rinvenuti nel 2021. Se inizialmente il ritrovamento aveva fatto ipotizzare la trasformazione della Loggia in un sito archeologico statico e potenzialmente chiuso, la continua interlocuzione tra l’attuale Amministrazione e la Soprintendenza ha permesso di superare questa eventualità. I reperti verranno catalogati e protetti, ma l’area sarà per la maggior parte calpestabile grazie all’integrazione di pavimentazioni in vetro trasparente, garantendo così sia la tutela storica sia la fruibilità del passaggio.

«Per troppi anni questo spazio è rimasto muto e isolato − ha dichiarato in aula l’assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante − il progetto precedente si era incagliato proprio sui ritrovamenti del 2021e se avessimo accettato la visione di un sito archeologico a vista, avremmo trasformato la Loggia in un museo statico, limitandone drasticamente l’uso. Grazie a mesi di confronto con la Soprintendenza, abbiamo ottenuto il via libera per una catalogazione scientifica che ci permetterà di coprire gran parte degli scavi, rendendo il manufatto nuovamente utilizzabile e attraversabile. Ora, insieme alla Compagnia di San Paolo e ai soggetti interessati, dobbiamo aggiornare il piano per restituire a Genova un luogo libero e vivo».

«Non vogliamo disperdere il lavoro documentale fatto finora, ma dobbiamo difendere l’identità della Loggia come piazza coperta e luogo di scambio − dichiara l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari − non dimentichiamo che è stata la prima Borsa al mondo e trasformarla in un’area archeologica recintata avrebbe significato negare la sua natura di spazio pubblico. Il nostro obiettivo non è creare un museo, ma un punto di incontro tra porto e centro storico. Abbiamo già aperto positive interlocuzioni con compagnia di San Paolo e con diverse fondazioni private per avviare un percorso di co-progettazione che rispetti la storia, ma guardi alla vita quotidiana della città».

Sebbene il progetto definitivo sia ancora nelle fasi embrionali, l’Amministrazione ha ribadito la volontà di attivare un percorso di partecipazione. L’obiettivo della commissione odierna è stato quello di condividere lo stato dell’arte prima di procedere con l’affidamento formale dell’incarico, assicurando che la futura Loggia di Banchi sia il frutto di una scelta collettiva.