Banca Carige apre a Genova, in piazza Banchi 2, la prima filiale “Carige Smart”. Ad essa se ne affiancheranno tre ulteriori: a Sanremo e in corso Sardegna 100 R (di fronte all’ex Mercato ortofrutticolo genovese) nelle prossime settimane, a Sestri Ponente nei primi mesi del 2022. L’inaugurazione è avvenuta questa mattina alla presenza dell’assessore allo Sviluppo economico della Regione Andrea Benveduti e dell’assessore comunale al Commercio Paola Bordilli.

Le aperture si inseriscono nel progetto “Carige Smart” il programma di digitalizzazione che costituisce un pilastro del piano di sviluppo che la banca ha avviato lo scorso ottobre e che ha già portato all’evoluzione della multicanalità attraverso il potenziamento dell’online banking, lo sviluppo della nuova app “Carige Pass” e l’attivazione della firma a distanza, per abilitare l’interazione da remoto tra clienti e gestori della banca.

Completamente automatizzate e dotate delle più innovative soluzioni #NextGenBranch di Auriga, azienda leader nel mercato delle soluzioni software per la banca omnicanale, le nuove “Filiali Smart” consentono alla clientela di svolgere tutte le operazioni bancarie al pari delle agenzie tradizionali. Oltre a disporre di un’area self service dotata di macchine atm recycler di ultima generazione con transazionalità evoluta, offrono agli utenti la possibilità di accedere tramite carta bancomat a una macchina interna cash self advance per effettuare anche operazioni di pagamento in contanti. Elemento distintivo delle filiali “Carige Smart” è la possibilità, riservata a clienti e non, di accedere ai servizi dello Sportello Digitale Assistito: un’area specializzata a oggi unica in Italia, nella quale con l’assistenza in remoto di un gestore della banca sarà possibile effettuare operazioni transazionali, ottenere consulenza e sottoscrivere contratti. Si tratta di un contesto nel quale la tecnologia più avanzata si unisce allo “human touch” tipico degli sportelli tradizionali, valorizzando l’approccio relazionale, diretto e personalizzato, che da sempre rappresenta il punto di forza del Gruppo Carige. I clienti possono svolgere tutte le operazioni dei tradizionali sportelli (inclusi bonifici, deposito monete, ogni tipo di pagamento) e ricevere assistenza da parte di operatori in remoto. All’esterno delle filiali, gli atm multifunzione forniscono, in modalità self-service, un’ampia gamma di operazioni bancarie disponibili sempre – tra cui prelievi con carta o mobile, bonifici, depositi di contanti e assegni, pagamenti di tasse e bollette.

Grazie alla soluzione di Auriga Bank4Me le aree private, sono dotate di sportelli self-service assistiti, tablet e monitor per permettere ai clienti di accedere ai servizi (compresi consulenza e vendita) in autonomia o tramite assistenza remota. L’integrazione della firma biometrica presso la postazione di accesso consente infatti ai consulenti di Banca Carige di fornire consulenza e assistenza, anche a distanza, su un’ampia gamma di prodotti bancari, finanziari e assicurativi.

«Oggi le banche – ha commentato Vincenzo Fiore, ceo di Auriga, che ha dotato Carige delle più recenti soluzioni tecnologiche – si trovano davanti a un bivio: essere competitive offrendo servizi integrati e rispondenti alle esigenze di una clientela diversificata, e allo stesso tempo ottimizzare gli investimenti. In questo contesto le banche possono decidere di essere protagoniste della trasformazione digitale in corso, mettendo al centro delle filiali l’esperienza del cliente abilitata dall’innovazione tecnologica, oppure subire passivamente i potenti cambiamenti in corso. Banca Carige ha saputo cogliere questa opportunità di cambiamento, affrontando la sfida del digitale attraverso un approccio in grado di integrare l’esperienza fisica con gli strumenti digitali. Siamo orgogliosi di averli accompagnati in questo percorso».

Da sinistra a destra per chi legge Paola Bordilli, Andrea Benveduti e Francesco Guido

«Tra le estremizzazioni che vedono da una parte la banca online perfetta, che implica l’assenza totale di operatori “fisici” sul territorio, e dall’altra la banca tradizionale – ha puntualizzato l’ad di Carige Francesco Guido all’inaugurazione della nuova filiale – riteniamo che ci possano essere delle soluzioni di compromesso, dove il compromesso in questo caso non è un compromesso al ribasso, ma è al rialzo in quanto pensiamo che possa essere interpretato in maniera piena. Una fase di transizione che può essere molto lunga, e che porterà alla digitalizzazione totale che probabilmente non è così immediata come possiamo immaginare. Se non attraverso ulteriori sviluppi tecnologici che, noto, a livello mondiale sono già all’atto, ma che al momento risulterebbe eccessivo mettere in campo».

«Questa – ha proseguito Guido – possiamo considerarla la prima filiale pienamente digitale realizzata. Pienamente, nel senso che è una filiale dove possono essere sviluppate non solo operazioni di consulenza sugli investimenti e sui finanziamenti, e questo attraverso un dialogo in tempo reale con un operatore che compare in video e quindi dialoga con il cliente da remoto, ma al tempo stesso le classiche operazioni tradizionali; quelle transazionali, che siamo abituati a fruire attraverso gli sportelli automatizzati, in realtà qui vengono sviluppate appieno, comprendendo tutte le operazioni. Non soltanto versamento e prelevamento, ma anche pagamento in senso lato, e con la possibilità di essere assistiti da remoto, in particolare per quella clientela che ha poca dimestichezza con gli strumenti informatici. Questo esperimento è il primo del suo genere in Italia. Noi siamo lieti di annunciarlo per Carige e per Genova, ed è un esperimento realizzato con l’obiettivo di valutarne attentamente gli sviluppi futuri, nel senso che non escludiamo che sulla base di questo progetto pilota si possano innestare dei miglioramenti e delle ottimizzazioni, perché comunque riteniamo che la strada tracciata sia una strada che non ha fondamentalmente vie di ritorno. Da questo punto di vista, sebbene siamo consapevoli di non essere all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, con tutti il limiti e gli interrogativi che possono nascere, siamo determinati nel portare avanti l’esperimento, che prevede questa filiale e altre tre che verranno varate alcune tra pochissimi giorni, l’altra a gennaio a completare il quadro; e poi vedere di scalare questo esperimento a livello nazionale».

Una filiale di questo genere può aiutare una banca come Carige a presidiare i territori in aree più remote. Secondo l’ad di Carige «Dal successo di questo modello e da eventuali ibridazioni che potranno comunque nascere sulla base dell’osservazione dei risultati, noi potremmo avere la massima ottimizzazione della nostra presenza sul territorio, nel senso di mantenere i volumi riducendo i costi e lasciando alla clientela un livello che deve comunque mantenersi sui massimi livelli, e al tempo stesso trovare in questo compromesso delle soluzioni di competitività che in questo momento sono precluse».

Gli operatori da remoto non opereranno necessariamente dalla sede centrale di Genova. «Potrebbero essere anche altre parti d’Italia – precisa Guido – perché da questo punto di vista ottimizziamo eventuali disallineamenti tra organico e rete fisica, e al tempo stesso mi permetto di sottoporre una valutazione: con questo tipo di postazione, il cliente non è più legato a una qualità più o meno soddisfacente di consulenza che può recuperare su una singola piazza o un singolo punto fisico. Noi contiamo di proporre attraverso questo strumento di centralizzazione, che non esclude la personalizzazione nel modo più pieno, di poter offrire ai clienti il massimo dei nostri livelli consulenziali sia in ambito investimenti, sia in ambito finanziamenti, fermo restando la piena operatività transazionale».

Con Auriga hanno lavorato al progetto Kyndryl, spin off di Ibm, rappresentata questa mattina da Paolo degli Innocenti, con Paolo Sacco, coo di Banca Carige, e Silvia Garzanelli Doria, capoprogetto.

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