L’amaro Fabbrizii rivive grazie al Nuovo Liquorificio in Val d’Aveto

Era uscito di produzione negli anni Quaranta: oggi il famoso amaro genovese torna in commercio grazie ai discendenti del suo ideatore, Giovanni Fabbrizii, che ne hanno recuperato e rielaborato l'antica ricetta

La famiglia Fugazzi riporta in vita l’amaro Fabbrizii, il liquore creato da nonno Giovanni, in voga nel primi del Novecento nell’elegante locale liberty di Sestri Ponente. Il Nuovo Liquorificio Fabbrizii recupera così le tradizioni e le antiche ricette di famiglia e mette radici a Rezzoaglio, nel cuore della Val d’Aveto, terra di elezione per la raccolta delle migliori erbe botaniche per distillati. L’inaugurazione ufficiale è prevista nella mattinata di sabato 24 luglio, mentre oggi, nei locali del ristorante The Cook dello chef Ivano Ricchebono, il Nuovo Liquorificio si è presentato al pubblico genovese.

La storia

 

Giovanni Fabbrizii aveva inventato un amaro e un aperitivo che da Genova spediva in tutta Italia e, grazie ai quali, nel 1906 ottenne la croce insigne e la medaglia d’oro alla Grande Esposizione Campionaria Internazionale e Vinicola Nazionale di Genova. Con la Seconda Guerra Mondiale erano usciti di produzione, ma i discendenti hanno ritrovato in un vecchio mobile il quaderno con le formule scritte di suo pugno. Grazie a questo prezioso reperto, hanno finalmente potuto assaggiare le sue creazioni, tanto decantate in famiglia, e hanno potuto riprodurle, dando così vita al Nuovo Liquorificio Fabbrizii, oggi trasferito in Val d’Aveto.

L’obiettivo della startup, nata a tutti gli effetti nel 2021 dopo un anno di studio, test e lavorazioni sull’antica ricetta di Giovanni Fabbrizii, non è solo quello di riportare in auge l’antico amaro, uscito di produzione intorno agli anni Quaranta, ma anche quello di allargarsi ad altri alcolici: il gin, il limoncello e l’aperitivo, puntando su una produzione 100% ligure, dalla raccolta della materia prima fino all’imbottigliamento.

«Per questo primo lotto abbiamo acquistato le botaniche che ci servivano – spiega la socia Laura Cabona, nipote di Giovanni Fabbrizii – Ma in futuro vorremmo, anche in collaborazione con le realtà locali, arrivare a essere completamente autonomi nel produrre l’amaro e gli altri liquori».

La neonata azienda ha acquistato e ristrutturato gli spazi di un fabbricato su tre piani, a Rezzoaglio, dove ha attivato gli uffici, il laboratorio, le linee di produzione e uno spazio per l’invecchiamento dei distillati. «In loco la produzione può arrivare fino a 100 mila bottiglie all’anno, ma, soprattutto per il canale ho.re.ca, ci appoggiamo anche a un opificio più grande, sempre del territorio», precisa Fabrizio Fugazzi, amministratore unico dell’azienda.

Il progetto della famiglia Fugazzi punta anche fare rete con altre realtà della valle e del territorio genovese: «Abbiamo avviato collaborazioni, per esempio, con una carpenteria e con alcuni artigiani della ceramica, per allargare la gamma di prodotti che si possono trovare nel nostro liquorificio», ricorda l’amministratore unico.

I liquori saranno commercializzati attraverso l’online e le principali enoteche, senza escludere naturalmente il canale dell’ho.re.ca. Anche l’export è già attivo: il primo Paese di destinazione dell’amaro saranno gli Emirati Arabi, dove i soci imprenditori, grazie alla loro lunga esperienza lavorativa in loco nel campo dell’ingegneria, hanno già molti contatti.

Quattro le prime “etichette”: oltre all’amaro Fabbrizii, in commercio anche l’aperitivo “ritrovato”, che prende spunto dallo stesso amaro, altra invenzione di nonno Giovanni, il gin e il limoncello, prodotto con i limoni di Sorrento. Ma l’intenzione è quella di allargarsi anche ai distillati stagionali: nocino, liquirizia ed erba luisa, per fare alcuni esempi.

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