Bobba è il nome che a Carloforte danno alla zuppa di fave secche decorticate. (E anche a una spiaggia dell’isola di San Pietro).

Densa, cremosa e profumata, è una delizia da gustare tutto l’anno.

Nei mesi freddi può fare più piacere se consumata calda, in estate si giova delle verdure di stagione.

Possiamo considerarla la versione dell’enclave ligure in terra sarda di un piatto, la zuppa di fave, largamente diffuso nel Mediterraneo. Per restare all’Italia, in Sicilia  viene profumata con il finocchietto selvatico, in Calabria con peperoncino e pecorino o ricotta salata, in Puglia e Basilicata è condita con un filo d’olio e accompagnata da cicoria, amara. I carlofortini potrebbero averla appresa negli anni di Tabarka, come il cous cous, che loro chiamano cascà, oppure averla portata da Genova – dove un tempo con fave secche e acqua si faceva la favetta, che poteva essere solida come la panissa di ceci ma anche cremosa – o averla elaborata per conto proprio. Vediamo come la fanno, tenendo conto delle possibili varianti. (La foto di apertura è della Bottega dell’Isola, ristorante di Carloforte).

Ingredienti
500 grammi di fave secche decorticate
200 grammi di zucchine
2 spicchi d’aglio
1 cipolla
2 carote
1 costa di sedano
olio extravergine di oliva
10 foglie di basilico
maggiorana
origano
sale
pepe
4 fette di pane
acqua

Lasciate le fave in ammollo in acqua per dodici ore. Scolatele. In una pentola fate soffriggere per tre-quattro minuti in olio extravergine la cipolla tritata finemente, quindi aggiungete le fave e l’acqua. (C’è chi non fa il soffritto e passa direttamente alla bollitura).

Per quanto riguarda la quantità di liquido, tenete presente che alla fine dovrete ottenere una crema, densa più o meno come un puré di patate, e che il tempo di cottura è intorno alle tre ore. Quindi tritate le verdure e versatele nella pentola. Alcuni usano soltanto le zucchine e l’aglio, altri aggiungono i pomodori e altri ancora anche il sedano. Stesso variabilità per gli odori: origano, maggiorana, basilico, potete sceglierne alcuni, non metterne nessuno o metterli tutti.
Il basilico va messo a fine cottura.
Salate, coprite e fate sobbollire a fuoco basso.
La bobba sarà pronta quando le fave saranno completamente disfatte.

Se vi accorgete durante la cottura che il liquido non basta aggiungete acqua bollente.
Servite la zuppa calda o tiepida, condita con un filo d’olio ed eventualmente un po’ di pepe e accompagnata a fette di pane tostato.

Potete berci un Valpolcevera bianco.

Placet experiri!

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