Power generation, filiera da 3,5 miliardi di euro: la Liguria nella rete nazionale

Nella foto Fabrizio Fabbri, Amministratore Delegato di Ansaldo Energia
Nella foto Fabrizio Fabbri, Amministratore Delegato di Ansaldo Energia

Ansaldo Energia propone di trasformare la filiera italiana della power generation in un sistema industriale: quasi 200 imprese specializzate, per oltre il 60% Pmi, con 3,5 miliardi di euro di fatturato e 18.500 addetti. L’esportazione supera il 70%. Il tema è al centro dell’evento Da ‘Filiera’ a ‘Sistema’. Valore e opportunità dell’industria italiana dell’energia e del nucleare, aperto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

Secondo gli scenari dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Iea), la domanda mondiale di energia elettrica è destinata a raddoppiare al 2050. La crescita è trainata dall’elettrificazione dei consumi e dallo sviluppo delle economie emergenti, a cui si aggiungono i consumi legati a digitalizzazione, data center e intelligenza artificiale. In questo scenario l’Italia può contare su competenze tecnologiche, capacità manifatturiere e vocazione internazionale.

L’incontro è una tappa del percorso avviato da Ansaldo Energia nel giugno 2025 con lo studio La filiera della power generation italiana, realizzato con Ne Nomisma Energia. La ricerca aveva individuato un comparto con oltre 1,1 miliardi di euro di valore aggiunto ed esportazioni pari al 71,5% del fatturato complessivo.

L’obiettivo è creare una collaborazione più strutturata tra grandi gruppi industriali, imprese della filiera, Governo, Istituzioni, Regioni, rete diplomatica, associazioni di categoria e strumenti pubblici per l’internazionalizzazione. Determinante è il ruolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, insieme a Sace, l’Export Credit Agency italiana, e Simest, società del Gruppo Cdp. A giugno 2026 Ansaldo Energia e Simest hanno sottoscritto un accordo nell’ambito del progetto Filiere d’Impatto, per favorire l’accesso delle aziende della filiera agli strumenti Simest.

C’è poi la dimensione territoriale: lo scorso settembre Lombardia, Liguria e Piemonte, nella Cabina economica del Nord-Ovest, hanno presentato un primo bando interregionale per l’industria energetica, destinato a promuovere trasferimento tecnologico e partenariati tra imprese delle 3 Regioni.

«La crescita della domanda mondiale di energia e il rilancio globale del settore nucleare rappresentano una grande opportunità per l’industria italiana», ha dichiarato Fabrizio Fabbri, amministratore delegato di Ansaldo Energia. «Il nostro Paese dispone di competenze tecnologiche e manifatturiere riconosciute a livello internazionale. Vogliamo contribuire a mettere queste capacità in rete con le Istituzioni nazionali e regionali, il sistema finanziario e la rete diplomatica, aiutando le imprese della filiera a crescere e raggiungere nuovi mercati».

Nel 2025 il Gruppo ha raggiunto 1,232 miliardi di euro di ricavi, in aumento del 10% rispetto al 2024, e 2,296 miliardi di euro di ordini, contro 1,793 miliardi dell’anno precedente. I ricavi realizzati all’estero sono 883,4 milioni di euro, pari al 72% del totale. Il Piano Industriale 2026-2030 prevede oltre 2,5 miliardi di euro di ordini e più di 2,2 miliardi di ricavi nel 2030, con circa 500 milioni di euro di investimenti nel periodo 2025-2030.

Sul fronte degli acquisti, nel 2025 Ansaldo Energia ha lavorato con 1.655 fornitori, 1.144 dei quali italiani. Su 1,18 miliardi di euro di acquisti, circa 820 milioni di euro sono andati a imprese italiane: il 70% del valore, contro il 18% nel resto d’Europa e il 12% fuori Europa. La nuova organizzazione punta a condividere con maggiore anticipo domanda e fabbisogni produttivi, per migliorare la pianificazione della supply chain.

Una prospettiva riguarda anche il nucleare. Secondo il Power Reactor Information System dell’International Atomic Energy Agency, nel mondo sono in esercizio 417 reattori e altri 78 sono in costruzione in 17 Paesi. Secondo la Iea, gli investimenti globali, oggi circa 65 miliardi di dollari l’anno, potrebbero raggiungere i 120 miliardi di dollari annui entro il 2030.

L’evento è stato moderato da Claudio Antonelli, giornalista del Sole 24 Ore. Tra gli interventi quelli del presidente di Sace Guglielmo Picchi, del presidente di Simest Vittorio De Pedys, del vice presidente di Confindustria Antonio Gozzi e dell’assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria Alessio Piana, in rappresentanza della Cabina di regia economica Nord-Ovest.