Cassoni della Nuova Diga a Vado, Fillea Cgil in 127 rischiano di perdere il lavoro

Fincosit, la committente, ha rescisso il contratto con la RBB, e le prime drammatiche conseguenze si potrebbero avere sui 127 edili occupati

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Sono circa 127 gli edili – quasi tutti di nazionalità indiana – che rischiano di perdere il lavoro nel cantiere della Nuova Diga Foranea di Genova a Vado Ligure, dove la RBB è tra le aziende che si stanno occupando di costruire i cassoni.

Fincosit, la committente, ha rescisso il contratto con la RBB, fa sapere la Fillea Cgil di Genova e Savona e le prime drammatiche conseguenze si potrebbero avere sui 127 edili occupati.

Stamattina la Fillea Cgil ha organizzato una manifestazione sotto la Regione in piazza De Ferrari e ha incontrato il presidente Marco Bucci il quale ha accolto la delegazione di sindacalisti e lavoratori, tra i quali un delegato sindacale pakistano e uno indiano, e si è reso disponibile a ricercare soluzioni a tutela dell’occupazione.

«Non è ammissibile che i lavoratori vengano prima utilizzati e poi buttati via come stracci. Questa non è la prima volta che a pagare le conseguenze di scelte altrui sono i lavoratori. Siamo stufi di rincorrere emergenze e al presidente Bucci chiediamo un impegno diretto per ricollocare il personale»dichiara Fabio Marante della Fillea Cgil Liguria.

William Amoretti segretario generale Fillea Cgil Savona aggiunge: «Ad esempio nell’ambito della costruzione della diga o nel cantiere dell’Aurelia bis non ancora terminato e comunque su tutto il territorio ligure interessato dalle grandi opere e da molti altri cantieri: è incredibile che con tutto il lavoro che c’è non si possa trovare una soluzione a questo dramma. Non è la prima volta che nelle grandi opere si creano problemi legati all’occupazione ed è anche per questo che a tutela degli occupati chiediamo si crei un bacino dal quale attingere in situazioni come questa».