Tre scuole dell’infanzia di Genova verso la statalizzazione, sindacati preoccupati

La discussione è avvenuta in Città Metropolitana e riguarda la Scuola Mimosa, la Scuola Villa Dufour e la Scuola Colombo

Palazzo Doria Spinola Città Metropolitana 2025

Il progetto di dimensionamento scolastico e di statalizzazione di tre scuole dell’infanzia comunali preoccupa la Funzione Pubblica Cgil Genova, che chiede all’Amministrazione di convocare immediatamente le organizzazioni sindacali per fornire informazioni chiare sul progetto e sul futuro dei servizi comunali, ripristinando relazioni sindacali fondate sul rispetto, sul confronto preventivo e sulla trasparenza.

La discussione è avvenuta in Città Metropolitana di Genova e riguarda la Scuola dell’Infanzia Mimosa, la Scuola dell’Infanzia Villa Dufour e la Scuola dell’Infanzia Colombo. Il tutto, fa sapere la Funzione Pubblica Cgil Genova, senza alcun passaggio con i sindacati, senza alcuna informativa preventiva, senza alcuna trasparenza e senza il minimo rispetto delle relazioni sindacali.

“Solo pochi giorni fa l’amministrazione aveva comunicato che per la scuola Mimosa non era prevista alcuna soppressione di sezione; oggi apprendiamo invece della sua statalizzazione. Un cambio di scenario radicale, sul quale nessuno ha ritenuto doveroso informare né le organizzazioni sindacali né lavoratrici e lavoratori. A rendere ancora più grave la situazione vi è il mancato rispetto degli impegni assunti dall’Amministrazione nell’accordo sottoscritto con i sindacati nel febbraio scorso dal vicesindaco e dall’assessora al Personale che prevedeva un incontro tecnico finalizzato alla definizione dell’offerta formativa per il prossimo anno scolastico e al conseguente calcolo del personale necessario al funzionamento dei servizi, comprese le sostituzioni e la copertura delle assenze. Con l’insediamento della nuova Amministrazione auspicavamo un cambio di rotta reale rispetto alle politiche portate avanti negli ultimi anni. Al contrario, nonostante le rassicurazioni e le promesse ricevute, il Comune di Genova continua a perseguire una politica di progressiva dismissione dei servizi pubblici, attraverso statalizzazioni ed esternalizzazioni. Processo che non riguarda soltanto la scuola: lo stesso approccio coinvolge musei, biblioteche, cimiteri e servizi sociali. Una scelta politica precisa che riduce progressivamente il perimetro pubblico dei servizi e indebolisce il ruolo del Comune”.

Per la Fp Cgil non è più accettabile che “ritardi, mancanza di trasparenza e assenza di confronto diventino la normalità”.

Anche la Cisl Fp è dello stesso avviso: “Siamo molto preoccupati per le le modalità con cui questa mattina, presso la Città Metropolitana di Genova, è stata affrontata la discussione sul piano di dimensionamento scolastico”, spiega la Cisl Fp Liguria. All’incontro viene sottolineato che le organizzazioni sindacali della Funzione Pubblica non erano presenti tra gli invitati.

“È profondamente scorretto sotto il profilo delle relazioni sindacali che temi di tale impatto vengano portati a tavoli istituzionali senza che vi sia stato alcun confronto preventivo con chi rappresenta il personale coinvolto − dichiara la Cisl Fp Liguria − non è accettabile che il Comune scelga solo contesti esterni per discutere il futuro dei servizi educativi, sottraendosi al dialogo diretto con le organizzazioni sindacali del Comune”.

La Cisl Fp Liguria ricorda che lo scorso 22 aprile aveva inviato una nota formale per chiedere l’avvio del confronto, come previsto dal Ccnl. È dovere dell’Ente definire le condizioni ottimali per l’erogazione del servizio e garantire la qualità operativa attraverso flussi informativi corretti. Il silenzio dell’Amministrazione a questa richiesta viene definito dal sindacato come “una violazione delle corrette relazioni sindacali”.

Viene inoltre denunciata la situazione relativa ai progetti del 2025 ancora non pagati, che coinvolgono collaboratori scolastici, personale dei Municipi e dei Civici impegnato nei servizi del fine settimana, oltre agli operatori dei Servizi Cimiteriali.

“La macchina comunale si regge solo grazie al sacrificio del personale, che però viene ignorato quando si tratta di saldare il dovuto, sottolinea la Cisl Fp Liguria, parlando di un’Amministrazione ‘in affanno’ tra carenza di assunzioni e stabilizzazioni del personale precario ancora bloccate. «La pazienza della Cisl Fp Liguria è finita − dice la segretaria regionale Cinzia Maniglia − abbiamo dato fin troppo tempo al Comune per trovare soluzioni. Non ci servono né slogan, né impegni vaghi. Ora chiediamo il conto: risposte concrete, date certe e impegni con un inizio e una fine. Il Comune risponda ora, perché per noi il tempo è scaduto».