Sulla nuova Diga foranea di Genova è scontro in consiglio regionale in merito ai cosiddetti campi prova, che sono sostanzialmente falliti in favore di “prove sul campo”. Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha risposto a un’interrogazione di Simone D’Angelo (Pd) sui risultati.
«Abbiamo deciso di effettuare i monitoraggi sulla realtà e corrispondono ai dati previsionali − ha detto Bucci, come riporta l’Agenzia Dire − i nuovi dati sono stati resi pubblici da 4 mesi. La fine dei lavori della fase A, che riguarda la posa dai cassoni più grandi, 66 metri di lunghezza per 30 di larghezza e 33 di altezza, come un palazzo di dieci piani, a 50 metri profondità, è prevista a fine 2027 con il passaggio delle navi all’inizio del 2028. Il costo previsto rimane quello di 1 milardo e 500 mila euro, a meno di rialzi imprevedibili nel costo delle materie prime».
Bucci, durante la relazione in aula, aveva spiegato la difficoltà di monitorare il terreno dopo la posa dei cassoni, che per il peso e il moto ondoso nel corso dell’operazione sono suscettibili non solo di sprofondare ma anche di slittare o inclinarsi. La misurazione di queste variazioni sui cassoni è stata eseguita senza intoppi, quella sul terreno è risultata più difficile, non solo per la profondità ma anche perché i piezometri (strumenti che misurano la pressione dell’acqua e il livello della falda sotterranea) si sono rotti e devono essere sostituiti.
I cassoni da posare durante la fase A sono circa 70 e ne sono stati posati il 26%. In tutto, tra fase A e fase B, sono una novantina. «Ma la fase B − spiega ancora Bucci − riguarda la posa di cassoni più piccoli e su un fondale di 25, 30 metri, con una difficoltà tecnica decisamente inferiore. Una volta finita la posa procederemo alla costruzione della parte sovrastante, questa sì con conclusione nel 2029, ma questa è una fase di lavoro che non ostacola il passaggio delle navi».
Il consigliere ha chiesto, in caso di mancata acquisizione, se siano previste iniziative vincolanti per imporre l’immediata trasmissione e pubblicazione dei risultati.
«Non accetto che si parli di mancata trasparenza − afferma Bucci − dal momento che sul sito si può trovare tutto quello di cui stiamo parlando. Sarebbe, invece, un errore pubblicare dei dati provvisori che possono solo indurre a conclusioni, non voglio dire affrettate, ma certamente sbagliate, se i dati non sono ancora stati validati».
Bucci ha precisato che i cassoni saranno riempiti con terre provenienti soprattutto dalla demolizione della vecchia diga, e che, quindi, potranno essere riempiti solo a dopo la posa. Ha inoltre ribadito che il cronoprogramma è invariato e che, come da prassi, governo e ministero liquideranno i fondi dopo che l’opera sarà stata completata.
«La verità − dice D’Angelo − è che i “campi prova” non sono stati effettuati e dovevano essere fatti prima. Oggi abbiamo appreso che i tentativi di verifica a meno di 50 metri sono andati a vuoto».
Selena Candia, capogruppo regionale di Avs, commenta: «Siamo sconcertati dalla mancanza di chiarezza. Siamo davanti a un clamoroso fallimento, sia sotto il profilo economico, con un conto che ha raggiunto il miliardo e mezzo di euro, sia per i tempi di completamento, che continuano a slittare. Anche le dimensioni dell’opera si stanno restringendo col passare dei mesi, col progetto iniziale che si è quasi dimezzato, passando da 120 a 70 cassoni. Le uniche certezze, purtroppo negative, sono i disagi per le zone interessate dai cantieri e il rischio occupazionale per i lavoratori impegnati nelle opere».
