Val Polcevera, Candia (Avs): “Bucci aveva promesso un parco e ora vuole farci l’inceneritore”

"Indicare l'area ex Colisa come sito è un'offesa alla popolazione già segnata dal crollo del ponte Morandi"

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“La Liguria non ha bisogno di realizzare impianti per bruciare i rifiuti, ma Bucci e la sua giunta continuano a proporre zone già segnate dall’inquinamento, che avrebbero bisogno di un altro modello di sviluppo, basato su una crescita sostenibile. Indicare l’area ex Colisa come sito per l’inceneritore è un’offesa alla popolazione della Val Polcevera, già segnata dal crollo del Ponte Morandi. Gli abitanti attendono ancora il grande parco urbano promesso da Bucci come risarcimento dopo la tragedia del 14 agosto. Non un inceneritore su un’area di otto ettari, che rischia di mettere fine a ogni prospettiva di crescita per la zona“. Così Selena Candia, capogruppo regionale di Avs, sulla proposta di costruire un termovalorizzatore nell’area ex Colisa in Val Polcevera.

Come già successo con Scarpino e la val Bormida, la giunta regionale di centrodestra vuole appioppare questa servitù ai territori che hanno pagato a duro prezzo le scelte ambientali del passato. La nostra opposizione al progetto resta ferma: è inaccettabile ogni tipo di baratto sulla salute delle persone e sulla difesa dell’ambiente. In Liguria, l’inceneritore sarà utile solo a chi lo realizzerà e lo utilizzerà per smaltire rifiuti speciali e provenienti da altre regioni. A pagare tutti i costi saranno i cittadini. L’alternativa a bruciare la spazzatura esiste ed è la scelta corretta: raccolta differenziata, economia circolare, riduzione degli scarti, impianti di trattamento intermedio efficienti. Questo è il futuro, solo Bucci e la sua maggioranza guardano ancora al passato”, attacca Candia.

“È una follia pensare di aggiungere anche un inceneritore in un territorio già estremamente sofferente e disseminato di servitù”, rincara Carlo Di Bernardo, consigliere di Avs nel Municipio V della Val Polcevera.

Era stato annunciato un progetto di riqualificazione per la zona di Certosa, Campasso, Rivarolo e Fegino, come compensazione per i disagi per la realizzazione del Terzo Valico, ma purtroppo quest’opera sembra sempre più un miraggio. E come se non bastasse, il Ministero ha anche bloccato i fondi per il prolungamento della metro in piazza Pallavicini”, denuncia Carlo Di Bernardo.