Il Consiglio regionale della Liguria nella seduta odierna ha approvato lo stanziamento di un milione di euro a favore della Fondazione Carlo Felice di Genova. Il provvedimento – disegno di legge 104, passato con 17 voti a favore della maggioranza e 10 astenuti – autorizza la Giunta a stanziare il contributo a sostegno del programma delle attività svolte nel corso del 2025, inclusa l’edizione passata del Festival internazionale del balletto di Nervi.
Il presidente Marco Bucci ha commentato che l’assemblea del Carlo Felice ha evidenziato un disavanzo di 2 milioni e 400 mila euro sul bilancio del 2025 nato dalle spese sostenute, diverse dal bilancio preventivo approvato per lo stesso anno e che queste spese comprendevano anche i balletti di Nervi del 2025. “Il milione stanziato – ha detto – serve per recuperare i 500mila euro mancanti e altri 500mila per dare al Teatro la possibilità di coprire le spese che non erano state previste“. Bucci ha sottolineato come le fondazioni lirico sinfoniche abbiano sempre bisogno di aiuti. “Sul bilancio di un teatro lirico – ha sottolineato – il ritorno dai biglietti è intorno al 10% ed è normale che ci siano aiuto pubblici per la cultura”.
I consiglieri del Pd, pur sottolineando l’importanza dei contributi alla cultura “mai messi in discussione” criticano le modalità di intervento e la mancanza di una corretta programmazione: per Roberto Arboscello si tratta di “un salvagente a buchi di bilancio prodotti l’anno precedente“, per Andrea Orlando è “un errore utilizzare la Regione come un bancomat” mentre “si ripiana un disavanzo senza analizzare le ragioni che lo hanno generato”. Per Davide Natale l’attuale disegno di legge della Regione è poco opportuno considerando che la sindaca di Genova ha chiesto chiarezza sui conti del Teatro Carlo Felice.
Respinto anche l’emendamento, presentato da Armando Sanna (Pd), che chiedeva di escludere il riferimento esplicito all’edizione 2025 dei balletti di Nervi dai destinatari del contributo integrativo di un milione di euro perché “determinerebbe una disparità di trattamento fra i diversi oneri e creditori della Fondazione la cui gerarchia è disciplinata dal Codice civile e non dalla normativa regionale”.
