Vale quasi 24 milioni di euro il sistema delle cooperative liguri dell’agroalimentare e della pesca aderenti a Confcooperative: 22 milioni dall’agricoltura e circa 2 milioni dal comparto ittico. Una realtà composta da 40 cooperative – 20 agricole e agroalimentari e 20 della pesca – che guarda ora al rilancio e al ricambio generazionale. È questo il quadro emerso dall’Assemblea regionale – riunita lunedì 27 aprile a Riomaggiore, nella sede della Cooperativa Agricola 5 Terre – che ha portato all’ elezione di Francesco Musico, presidente della Cooperativa Agricola Lavagnina, alla guida di Confcooperative FedAgriPesca Liguria. Deliberata in questa occasione anche la nuova denominazione Confcooperative Agroalimentare e Pesca Liguria.
Un sistema fatto in gran parte di microimprese, che rappresenta però un presidio economico e ambientale strategico per il territorio, fondamentale per la salvaguardia e la valorizzazione delle risorse naturali: quelle marine grazie alla storica attività di pesca e acquacoltura, che trova uno sbocco importante anche attraverso l’ittiturismo, e quello agricolo che in Liguria assume un valore “eroico”, specie se esercitata nell’entroterra, caratterizzato storicamente dai terrazzamenti e dal dissesto idrogeologico conseguente all’abbandono progressivo delle terre. Un patrimonio da difendere anche per la qualità dei prodotti che indirizzano ad un consumo responsabile nella scelta del cibo.
«Le cooperative agricole e ittiche liguri sono tutte microimprese che esprimono grande qualità, ma per essere competitive devono decidere di alzare l’asticella, puntando all’aggregazione, alla costituzione di consorzi, di Organizzazioni di Produttori e di Contratti di rete» ha dichiarato Augusto Comes, punto di riferimento storico per la Pesca di Confcooperative e per tutto il territorio regionale.
«La sfida è il ricambio generazionale, oggi cruciale sia per il comparto agricolo e che per quello ittico. Il settore olivicolo, ad esempio, sta vivendo una fase difficile, con la chiusura di molti frantoi nonostante il gran pregio del prodotto ligure. Analogamente, nella viticoltura si registra un progressivo invecchiamento della base sociale delle cantine e una riduzione della produzione. Un vero peccato se guardiamo ai riconoscimenti ottenuti da alcune eccellenze regionali» ha affermato Francesco Musico, neoeletto presidente della Federazione Confcooperative Agroalimentare e Pesca Liguria. «Il mandato che oggi avviamo punterà proprio ad accogliere le sfide che il tempo presente ci prospetta grazie ad un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni».
«Le nostre cooperative della pesca e dell’agricoltura non sono solo coloro che portano il cibo sulle nostre tavole, ma costituiscono l’ossatura centrale della tutela e della valorizzazione dell’ambiente. Da un lato i custodi del mare col settore ittico dall’altra una crescente attenzione per le aree interne costituiscono azione di contrasto alla desertificazione e al dissesto idrogeologico che per la Liguria sono priorità emergenziali» ha concluso Anna Manca, presidente di Confcooperative Liguria. «Occorre tuttavia superare una visione di aree interne come subalterne o in via di estinzione. Non occuparsene in maniera seria e concreta significa condannare la Liguria al dissesto totale: costretta a riparare danni progressivi, invece che investire in prevenzione e in valorizzazione delle risorse naturali, insomma è il momento di ribaltare il paradigma, promuovendo quell’economia sociale di cui la cooperazione tutta è protagonista».
