Salute mentale, Uil Liguria: “Domanda altissima, servono più servizi”

447 utenti assistiti ogni 10mila abitanti contro una media nazionale di 172. Doppio anche il dato dei nuovi utenti nell'anno

uil liguria

La Liguria è la prima in Italia per prevalenza degli utenti trattati dai servizi di salute mentale: 447,2 ogni 10.000 abitanti adulti, a fronte di una media nazionale di 171,9. Anche il dato dei nuovi utenti nell’anno è quasi doppio rispetto al valore medio italiano: 100,1 contro 55,4. Sono alcuni dei numeri forniti dalla Uil Liguria, alla luce dei dati contenuti nel Rapporto 2024 del Ministero della Salute e della nota di sintesi diffusa dalla Uil nazionale, che fotografano un sistema sotto pressione, attraversato da una domanda crescente e da forti divari territoriali.

A livello nazionale, nel 2024, gli utenti assistiti dai servizi specialistici di salute mentale sono stati 845.516, con 272.497 nuovi utenti entrati in contatto nell’anno con i Dipartimenti di Salute Mentale. Il fenomeno riguarda in misura maggiore le donne e colpisce soprattutto la popolazione adulta, con un peso rilevante delle condizioni depressive e delle fragilità sociali e lavorative. E in Liguria, come visto, il quadro è ancora più significativo.

Dalla scheda regionale emergono anche aspetti positivi. Da un lato, la Liguria presenta una dotazione di personale dei Dipartimenti di Salute Mentale superiore alla media nazionale, 89,5 operatori ogni 100.000 abitanti contro 66,2, e una spesa pro capite più alta, 101 euro contro 75,2. Dall’altro, il numero di strutture psichiatriche territoriali risulta inferiore alla media italiana, 1,8 contro 2,2, mentre restano elevati gli accessi in pronto soccorso per motivi psichiatrici, 13,7 per 1.000 abitanti contro 12,7, i dimessi dai reparti di psichiatria, 29,7 contro 18,7 ogni 10.000 abitanti, e le riammissioni entro 30 giorni, 15,2% contro 14,3%. È il segno di una domanda molto intensa che continua a gravare in maniera pesante sui servizi e che richiede un ulteriore salto di qualità nella rete territoriale e nella continuità delle cure.

«Questi dati ci dicono che la Liguria non può permettersi di considerare la salute mentale un tema secondario. Nella nostra regione emerge una domanda di cura altissima, superiore a quella media nazionale, e questo deve tradursi in una scelta politica chiara: rafforzare i servizi territoriali, investire sul personale, consolidare i Centri di Salute Mentale, i servizi domiciliari e i percorsi di presa in carico continuativa, evitando che il ricorso al pronto soccorso e al ricovero diventi la risposta ordinaria a un bisogno che invece va intercettato prima e accompagnato meglio», dichiarano Giovanni Bizzarro, segretario confederale Uil Liguria e Milena Speranza, segretaria generale Uil Fp Liguria.

«Colpisce anche il fatto che la Liguria, pur avendo una spesa pro capite e una dotazione di personale superiori alla media, presenti ancora una rete territoriale non adeguata rispetto alla pressione reale che grava sui servizi. Questo significa che bisogna intervenire non solo sulle risorse, ma anche sull’organizzazione, sull’equilibrio tra territorialità, residenzialità e risposta all’urgenza, e sulla piena integrazione tra sanitario e sociale. La salute mentale deve diventare una priorità strutturale delle politiche regionali».

Per la Uil Liguria occorre dunque aprire una fase di rafforzamento vero del sistema, in coerenza con quanto indicato anche dalla Uil nazionale: più psicologi, educatori e assistenti sociali, più servizi di prossimità, più continuità assistenziale dopo le dimissioni, più prevenzione nei luoghi di lavoro e standard di tutela omogenei, affinché il diritto alla salute mentale sia effettivamente garantito a tutte e a tutti.