Prevista una rimodulazione del servizio

Crisi Amt, il Comune cederà all’azienda il deposito della metropolitana. Ricapitalizzazione vicina

Il presidente della Regione Bucci, con il vicesindaco Terrile, ha incontrato alcuni magistrati della Corte dei Conti che hanno offerto suggerimenti

metropolitana genova

Giornata di incontri attorno ad Amt. Questa mattina incontro dei sindacati in Comune con esponenti dell’Azienda, di Palazzo Tursi e di Città Metropolitana.

Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci, invece, con il vicesindaco Alessandro Terrile, ha incontrato alcuni magistrati della Corte dei Conti che hanno offerto alcuni suggerimenti in merito alla bozza di legge regionale prevista dal piano di risanamento di Amt. «Precisiamo che non è stata richiesta alcuna approvazione né tantomeno una bollinatura del testo, cosa peraltro non prevista tra i compiti istituzionali della Corte dei Conti. Il percorso individuato prevede un finanziamento di 40 milioni di euro per gli investimenti, che verrà erogato a favore del Comune di Genova, oltre a un intervento straordinario per l’efficientamento del servizio e la riorganizzazione delle aziende del trasporto pubblico locale su gomma, per il quale la giunta regionale concede contributi in conto esercizio fino all’importo massimo complessivo di 3,3 milioni di euro a favore della Città metropolitana di Genova e delle Province di Imperia, La Spezia e Savona».

«Un aiuto importante arriverà dalla cessione dal Comune ad Amt dell’immobile di via Adua, deposito della metropolitana» fa sapere Edgardo Fano della Faisa Cisal. In questo modo il conferimento patrimoniale consentirà di riequilibrare il bilancio. Il valore periziato del deposito è di 52 milioni. Inoltre, sempre il Comune di Genova, erogherà risorse aggiuntive, sia per il conto esercizio che in conto capitale, nell’ordine di complessivi 15 milioni anno.

Città Metropolitana ha quantificato l’aumento del corrispettivo del contratto di servizio in 20.7 milioni, finanziato prevalentemente dagli interventi di Regione Liguria e Comune di Genova.

Tuttavia quello che diventa fondamentale, secondo Fano, è il tempo: «Abbiamo ribadito l’importanza di approvare il piano di risanamento e il bilancio 2024 nell’assemblea dei soci del 14 maggio. La nostra valutazione è che la deadline resta il 19 giugno 2026, scadenza delle misure protettive, senza affidarci a ulteriori e pericolose proroghe».

La sindaca Salis in prima battuta, e poi il vicesindaco Terrile, rimarcando gli sforzi del Comune e della Città Metropolitana e la determinazione degli Enti alla sopravvivenza di un’Amt pubblica, hanno parlato dell’imminente rimodulazione del servizio, descrivendola come una fase di passaggio con evidenti ricadute sul servizio e sui lavoratori.

«Lo sforzo che si chiede a tutto il personale in maniera velata − dice Fano − è quello, anche provvisoriamente, di aumentare tramite accordi sull’efficienza i livelli di produttività. Siamo disponibili a discutere di eventuali interventi sulla la produttività qualitativa del servizio, affinando strategie che possano valorizzare misure anche esogene, come interventi sulla mobilità utili ad aumentare la velocità commerciale, ma abbiamo ribadito la nostra indisponibilità a peggiorare le condizioni di lavoro. Esiste un primo accordo da cui partire, che va sottoscritto al più presto, il quale prevede importanti recuperi economici, a partire dal fondino, per cui ci è stato riferito che saranno stanziati da Regione Liguria circa 3 milioni di euro per tutte le aziende liguri e che permetterà un ricambio generazionale e una conseguente riduzione dei costi».

Tutte le segreterie sono d’accordo: Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal.

Nel frattempo, intanto, sono tanti i dipendenti che se ne vanno dall’azienda perché altrove hanno situazioni migliorative dal punto di vista di turni e stipendi: nel 2025 sono stati 27 gli autisti che si sono licenziati, sono già dieci nel 2026.