Migliorare l’equilibrio tra allevamenti e grandi predatori è possibile. Coldiretti Liguria lancia il progetto Dilupoli che mira a trasferire conoscenza e applicabilità a tutto il territorio, attraverso l’introduzione di sistemi innovativi di monitoraggio, prevenzione e allerta.
Dilupoli nasce per rispondere a una criticità sempre più rilevante per il comparto zootecnico ligure: la crescente pressione predatoria da parte del lupo, che colpisce in particolare bovini e caprini durante i periodi di pascolo libero, sia in alpeggio sia nelle aree costiere durante l’inverno. Gli attacchi, sottolinea Coliretti Liguria, hanno già causato perdite economiche significative e difficoltà gestionali per le aziende, aggravando un contesto già fragile segnato da spopolamento e abbandono delle aree rurali.
Il progetto vede la partecipazione di un partenariato qualificato composto da Faunis srl – spin-off dell’Università di Sassari e specializzato nella gestione e conservazione della fauna, dall’organismo di consulenza Psr & Innovazione Liguria e da tre aziende agricole del territorio: Azienda Agricola Patrizia Federigi (Ge), Azienda Agricola Chinela di Sonia Zappettini (Sp) e Azienda Agricola Donati Maura (Im).
Il progetto punta a sviluppare e testare soluzioni concrete basate su un approccio pratico-scientifico, tra cui sistemi avanzati di monitoraggio della fauna selvatica, strumenti di tracciabilità dei passaggi e tecnologie di allerta precoce. Tra le innovazioni previste figurano dispositivi dissuasivi attivati da intelligenza artificiale, basati su suoni e luci, e l’impiego di collari con feromoni per la protezione degli animali al pascolo.
“L’obiettivo generale − si legge nella nota − è quello di favorire una gestione equilibrata tra il lupo – specie protetta e fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi – e le attività zootecniche, contribuendo al tempo stesso alla conservazione della biodiversità, del paesaggio agrario ligure e della redditività delle imprese agricole”.
«Questo progetto rappresenta un passo fondamentale per sostenere concretamente i nostri allevatori, sempre più esposti agli attacchi predatori − dichiarano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale − è necessario affiancare agli strumenti tradizionali soluzioni innovative ed efficaci che permettano di difendere il patrimonio zootecnico senza compromettere l’equilibrio ambientale. La presenza dell’agricoltura nelle aree marginali è essenziale per la tutela del territorio e per contrastare fenomeni di abbandono e dissesto».
Il progetto si inserisce nel quadro del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Liguria 2023-2027 e risponde ai fabbisogni strategici legati al miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali, al rafforzamento del tessuto produttivo e alla valorizzazione del ruolo delle aziende agricole come presidio socio-ambientale.
