In occasione della presentazione dello studio dell’impatto economico delle crociere sui porti di Genova e Savona il presidente della Regione Liguria Marco Bucci è tornato a parlare della tassa sugli imbarchi di tre euro a persona da parte del Comune di Genova il cui iter era stato avviato sotto la sua amministrazione: «Siccome è difficile da realizzare, difficile da ottenere e soprattutto produce effetti negativi, perché dovremmo applicarla? Come Regione siamo assolutamente contrari perché potrebbe destabilizzare o ridurre il flusso dei passeggeri di traghetti e crociere sul nostro territorio. Pensiamo che sia assolutamente controproducente per un’attività che vogliamo far crescere».
Il vicesindaco Alessandro Terrile aveva ricordato, durante i saluti di apertura che era stato un accordo tra Comune di Genova e governo nel 2022: «Ci attende un giudizio davanti alla giustizia amministrativa. Si tratta di una tassa non diversa da quella del sistema alberghiero».
Bucci ha così spiegato la sua versione: «Nell’accordo firmato nel 2022 il governo aveva deciso di dare 50 milioni a Genova perché assieme ad altre città aveva un particolare discorso sul debito. A fronte di questo l’amministrazione comunale si doveva impegnare a fare due cose: l’aumento dell’Irpef e la tassa sui passeggeri, per un valore di 25 milioni in totale. Nel giro di due anni con gli introiti Irpef abbiamo raggiunto 50 milioni, quindi il patto è stato ampiamente rispettato e più si va avanti e più sarà rispettato. Quindi ha poco senso penalizzare qualcuno che viene qui a fare un certo tipo di lavoro con noi e soprattutto può dare un risultato assolutamente negativo: ovvero, far dire alle compagnie “allora andiamo a Civitavecchia o da qualche altra parte”».
Il Comune di Genova ha poi fatto una nota ufficiale firmata da Salis e Terrile: “Le parole del presidente Bucci sulla tassa d’imbarco sono ancora una volta sorprendenti. Sembra quasi che esistano due Marco Bucci: uno che è stato sindaco di Genova e ha firmato nel novembre 2022 un accordo con il ministero dell’Interno per introdurre la tassa d’imbarco da 3 euro a passeggero dal gennaio 2023, salvo poi disattenderlo mettendo a rischio una serie di trasferimenti statali a Genova, e uno che ora fa il presidente di Regione e rinnega l’operato del Marco Bucci sindaco. Bucci oggi smentisce sé stesso: la sua ricostruzione per cui la tassa d’imbarco sarebbe assorbita dal gettito Irpef è smentita perfino dagli atti del suo immediato successore, il vicesindaco reggente Pietro Piciocchi, che nel gennaio 2025 approvò con deliberazione di giunta il regolamento per l’attuazione della tassa, proprio per adempiere all’accordo sottoscritto con il governo”. Per Salis e Terrile “ci sono vari modi di fare politica nelle istituzioni, noi continueremo a farlo all’insegna della trasparenza e della responsabilità. Non useremo mai una misura che abbiamo sottoscritto per fare battaglia politica, neppure se dovessimo cambiare idea su quella stessa misura”.
