L’Avvocatura del Comune di Genova ha vinto un contenzioso, avviato già a dicembre 2014 per le annualità a partire dal 2002, con il Ministero degli Interni e il Ministero di Economia e Finanze. La pronuncia del Tribunale riguarda per il periodo 2019-2022 il riconoscimento di un contributo statale per il mancato introito comunale, a titolo di Ici (Imposta comunale sugli immobili, sostituita dall’Imu nel 2012), in relazione agli immobili di categoria D (fabbricati). Infatti, a seguito del passaggio, previsto per legge, dal sistema contabile (in precedenza i fabbricati industriali-produttivi non erano inseriti nel catasto, ma il valore di riferimento, forfettario, era quello indicato nei libri contabili aziendali) a quello catastale per il computo dell’imposta dovuta sugli immobili di questa categoria privi di rendita, si è verificata una riduzione della base imponibile che ha comportato una riduzione del gettito comunale, quindi minori entrate.
A compensazione della differenza di entrate, era stato stabilito, dall’amministrazione statale, un determinato contributo fino al 23 gennaio 2009: dal 2009, però, ex abrupto, l’amministrazione statale ha cambiato il precedente criterio di computo, prescrivendo di considerare, per il conteggio dei presupposti necessari per ottenere il contributo stesso, per ciascuna annualità, solo il minor gettito del singolo anno, senza cumulo con le perdite pregresse.
Per effetto di questo cambio di prassi statale, dal 2010, è stato congelato, per il Comune di Genova, un contributo di 3.992.733,51 euro a fronte di una spettanza corretta pari a 6.382.334,78 euro. Nel 2011 è poi intervenuta la cosiddetta “fiscalizzazione” dei trasferimenti statali e il contributo riconosciuto al Comune si è cristallizzato nel minore importo di 3.992.733,51 euro.
A fronte di ciò, il Comune di Genova si è quindi rivolto al Tribunale e con la pronuncia comunicata, lo scorso venerdì, è stata riconosciuto il contributo statale, per il mancato introito comunale, per i quattro anni dal 2019 al 2022 (sono infatti ancora pendenti in Corte d’Appello, a seguito del rinvio da parte della Cassazione, due analoghi giudizi per le annualità precedenti, a partire dal 2002).
Il Tribunale ha riconosciuto che, a seguito di un nuovo superamento delle soglie nell’anno 2006, le spettanze non compensate in favore del Comune di Genova ammontano a ulteriori 2.389.601,27 euro annui, in applicazione dei principi espressi dalla Corte di Cassazione proprio in relazione alla posizione dell’amministrazione genovese. Il Tribunale, per i quattro anni dal 2019 al 2022 ha quindi condannato i Ministeri dell’Interno e dell’Economia e Finanze al pagamento della somma di 9.558.405,08 euro oltre interessi legali e spese di lite.
