Richiesta una Commissione regionale urgente

Comac di Casella, i consiglieri regionali Pastorino e Giordano presentano un esposto alla Procura

"La situazione si aggrava. Centinaia di segnalazioni dei cittadini"

Consiglio regionale5

«La situazione nelle zone limitrofe all’area dell’impianto Comac di Casella continua a peggiorare e si stanno moltiplicando le segnalazioni ai Carabinieri Forestali da parte di cittadini che denunciano la presenza di forti odori, in alcuni casi descritti come insopportabili». A dichiararlo sono i consiglieri regionali Gianni Pastorino (Lista Orlando Presidente) e Stefano Giordano (Movimento 5 Stelle).

«Come consiglieri regionali abbiamo ritenuto doveroso firmare un esposto alla Procura affinché vengano accertate le condizioni che da mesi vengono palesate da centinaia di segnalazioni da parte della cittadinanza. È necessario fare piena luce sulla situazione e verificare se vi siano profili di criticità che richiedano interventi immediati. Contestualmente abbiamo richiesto con urgenza la convocazione di una Commissione regionale congiunta, II e IV, che dovrebbe tenersi nelle prime settimane di marzo, alla presenza del sindaco di Casella, Gabriele Reggiardo, del consigliere delegato della Città Metropolitana Giancarlo Campora, di Arpal, Asl e dello Spi Cgil, che si è occupato della materia. Riteniamo indispensabile – proseguono – che anche a livello regionale venga aperto un focus specifico per comprendere quali interventi debbano essere messi in campo a tutela dei cittadini, della loro sicurezza e della loro salute. Serve un confronto pubblico, istituzionale e basato su dati ufficiali».

«Lo ribadiamo con chiarezza: la nostra storia personale e politica è sempre stata dalla parte della tutela del lavoro. Ma è un dovere di ogni impresa garantire non solo i posti di lavoro, bensì anche la trasparenza dei dati ambientali e la tutela del territorio circostante. Ed è proprio questa chiarezza che, allo stato attuale, non appare esserci. Da mesi – concludono – solleviamo il tema nelle sedi istituzionali competenti, ma non si riesce ancora ad avere una rilevazione ufficiale e definitiva da parte degli organismi pubblici preposti. Non dall’azienda o dalla società di consulenza di cui essa legittimamente si avvale, ma da enti quali Asl e Arpal, gli unici legittimati a effettuare controlli ispettivi e valutazioni con valore cogente. I cittadini hanno diritto a dati indipendenti e certificati».