Quanto può essere preziosa una lampada led a rilevazione di movimento? O una bacheca con il vetro infrangibile? E ancora: che valore si può attribuire ad un piccolo impianto elettrico, sfilabile e a norma, per alimentare il sistema di illuminazione notturno? Per chi vive di lasciti e donazioni, la spesa, per quanto contenuta, può essere enorme. Ma grazie a una gara di solidarietà, a cui si è unita anche Asef, l’azienda delle onoranze funebri del Comune di Genova, questi progetti sono stati realizzati, pure in tempi record. Tanto necessari, perché strutturali alla quotidiana gestione del canile “Amici del Cane del Monte Gazzo”, preso di mira da un vandalo il 19 gennaio scorso, convinto che i suoi cani, requisiti nelle ore precedenti, fossero proprio lì, al di là del cancello verde dove sono ricoverati gli ospiti della struttura.
Il fatto era balzato alle cronache cittadine. «Quel giorno – racconta Clara Bongiorno, responsabile tecnico della struttura – un signore, munito di vanga, era venuto qui perché voleva indietro i suoi cani, che erano stati ricoverati perché lui era finito in ospedale». L’uomo, però, era nel posto sbagliato. «I cani erano al canile di Monte Contessa, non qui – precisa Bongiorno – Lui non aveva capito che si trattava di un altro canile. Con la vanga ha iniziato a colpire la bacheca, la cassetta della posta, l’impianto elettrico, gli interruttori, i cancelli». Un danno rilevante. «Per noi, piccoli, sono danni che dobbiamo riparare autonomamente. Quindi abbiamo chiesto aiuto ai genovesi, abbiamo chiesto supporto, perché le nostre risorse sono sempre molto limitate. Ringraziamo i genovesi e anche Asef, per l’aiuto che ci hanno dato a superare anche questo momento». Una storia a lieto fine, iniziata in modo traumatico e inaspettato.
Il canile Monte Gazzo, che si trova sulla strada che porta anche a quello comunale di Monte Contessa, è conosciuto, in zona, come il “Canile di Govi”. Rina Govi, moglie dell’attore genovese, infatti, nel 1969 supportò Tea Valzelli nella fondazione della struttura di ricovero che oggi ospita una sessantina di cani e altrettanti gatti. Il canile può contare su quattro dipendenti, un veterinario e una settantina di volontari formati alla rieducazione e al reinserimento degli animali d’affezione.
«Lo spirito con cui responsabili e volontari del Canile Monte Gazzo curano gli animali è perfettamente in linea con la nostra sensibilità aziendale – commenta l’amministratore unico di Asef Maurizio Barabino – Quando abbiamo varato il settore Pets, abbiamo voluto creare un servizio improntato all’etica. Il rapporto tra proprietario e animale d’affezione è tenuto nella massima considerazione, nella consapevolezza che questi amici ‘non umani’ sono considerati veri e propri membri della famiglia». Dopo l’aggressione subita, Asef si è immediatamente attivata per fornire supporto alla struttura di ricovero. «Siamo felici che il nostro aiuto sia stato accolto – conclude Barabino – e che questo problema sia oggi superato a tutti gli effetti».
La nuova sfida del canile Monte Gazzo riguarda la messa in sicurezza di una frana che incombe sulla struttura, aggravata dalle recenti forti piogge. «Affronteremo anche questa emergenza – conclude Clara Bongiorno – Troveremo il modo, certi che, se chiederemo aiuto, troveremo chi ci ascolterà».
In foto: l’addetta di Asef For Pets Silvia Mantovani (sx) e Clara Bongiorno, responsabile tecnico del canile Monte Gazzo
