Biologico, Coldiretti Liguria: “Cresce il settore ma serve prezzo equo”

In Liguria quasi 8mila ettari sono coltivati con metodo biologico, circa 600 gli operatori coinvolti

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Anche in Liguria il biologico conferma un percorso di crescita che rafforza la necessità di garantire trasparenza nella formazione dei prezzi e una corretta redistribuzione del valore lungo la filiera, assicurando il giusto riconoscimento agli agricoltori. È quanto evidenzia Coldiretti Liguria nel rilanciare i dati diffusi da Coldiretti Bio, che a livello nazionale registrano acquisti di prodotti biologici per 6,9 miliardi di euro, in crescita del 6,2%.

In Liguria la superficie coltivata con metodo biologico ha raggiunto quasi 8mila ettari, mentre gli operatori coinvolti sono circa 600. Un segnale positivo che conferma l’interesse delle imprese verso modelli produttivi sostenibili, capaci di coniugare qualità, tutela ambientale e sicurezza alimentare.

«Il biologico ligure sta dimostrando vitalità e capacità di crescita – afferma Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria – ma ora è fondamentale che questo impegno venga sostenuto da un mercato più trasparente. Gli agricoltori affrontano costi più elevati e maggiori responsabilità ambientali: senza un prezzo equo lungo la filiera si rischia di mettere in difficoltà proprio le aziende che investono in qualità e sostenibilità».

«Il tema del vero costo del cibo è centrale anche per la nostra regione – aggiunge Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Prezzi troppo bassi spesso non raccontano l’intero impatto di alcune produzioni in termini ambientali e sanitari. Il biologico, al contrario, rappresenta una scelta consapevole che valorizza il lavoro agricolo e tutela il territorio ligure. Per questo è necessario rafforzare gli strumenti di valorizzazione del prodotto italiano e garantire maggiore equilibrio nei rapporti di filiera».

Secondo l’associazione di categoria “la crescita del biologico deve ora tradursi in un rafforzamento strutturale del comparto, puntando su aggregazione, promozione e giusta remunerazione, così da consolidare un settore chiave per l’economia agricola regionale”.