Palazzo Ducale, Armella è la prima presidente donna: «Ascolto, collaborazioni importanti e spazio ai giovani»

Sulla fiducia alla direttrice Ilaria Bonacossa si smarca: «Non spetta solo a me giudicare»

Sara Armella presidente palazzo ducale

Sara Armella è la nuova presidente di Palazzo Ducale, si tratta della prima donna in questo ruolo. Oggi, 9 settembre, il primo incontro con la stampa. Nel consiglio direttivo confermati Francesco Berti Riboli (vicepresidente), Beppe Costa (presidente uscente) e Mitchell Wolfson e il nuovo ingresso Massimiliano Morettini.

Sara Armella e Francesco Berti Riboli

Ascolto e collaborazioni importanti con altre realtà cittadine a partire dal Teatro Nazionale (la formula di coniugare teatro e spazio espositivo, era già stata utilizzata in passato dal presidente Luca Bizzarri e dal direttore artistico del Teatro Nazionale Davide Livermore con “Edipo Io Contagio”) le prime indicazioni della nuova presidente che dichiara di puntare molto sui giovani: «Palazzo Ducale è una squadra di eccellenza, donne e uomini che lavorano con grandissimo entusiasmo e motivazione e che sono fiera di poter adesso incontrare in questa nuova avventura. Il Palazzo deve essere sempre più aperto alla città, deve rappresentare un punto di riferimento, un centro di riferimento per tutta la cultura cittadina, deve sapere attrarre i cittadini, i genovesi, i liguri ovviamente e anche i turisti con un’offerta che sia sempre più variegata, ampia, aperta anche a tutta una serie di pubblici, come i giovani, le donne, il pubblico che sa e che conosce profondamente la storia di questa città, che vuole vederla declinata, approfondita, il pubblico che conosce e che segue i movimenti culturali più recenti, quindi certamente arte contemporanea, arte classica ma spazio anche ai dibattiti, ai grandi cicli, alla letteratura, spazio veramente anche alla cultura giovane che per noi rappresenta una sfida importante».

Spazio agli under 35: «Affinché loro non siano semplicemente utenti o fruitori del Palazzo Ducale, ma siano loro stessi ideatori e realizzatori di cicli importanti», dice Armella. E anche alcuni filoni meno scontati, sulla scia di esempi di successo, potrebbero trovare una casa al Ducale: «Penso alla scuola musicale genovese che oggi si esprime con unil linguaggio dei giovani, penso a Bresh, penso a Olly, penso a Tedua, penso a tutti i ragazzi che in questi mesi hanno saputo sviluppare delle grandissime capacità nel farsi conoscere in Italia e all’estero. Loro si legano in realtà a una scuola cantautorale genovese che rappresenta il fil rouge di questa città e che rappresenta un linguaggio estremamente innovativo ma con delle basi, delle radici molto solide nel nostro territorio. Penso che un ciclo dedicato a loro possa essere qualcosa di interessante, che sappia attrarre a Palazzo Ducale giovani, che sappia motivare e generare nuovi interessi».

Le grandi mostre, per la nuova presidente sono «un aspetto veramente decisivo − ma aggiunge − abbiamo una direttrice estremamente competente e preparata, una direttrice che ha posto al centro della sua azione in questi ultimi mesi l’autoproduzione. Questo credo che sia un aspetto di grandissimo valore, cioè è molto importante portare a Genova mostre nazionali e internazionali e questo proseguiremo a farlo, ma credo che sia importante anche continuare in questo tracciato che lIlaria Bonacossa ha iniziato, di valorizzare le competenze interne, di far conoscere al meglio i messaggi, gli approfondimenti, i temi, che il Palazzo Ducale come produttore di cultura è in grado di esprimere».

Palazzo Ducale punta molto sulla prossima mostra dedicata a Moby Dick che «metterà insieme linguaggi, interessi, motivazioni diverse e anche forme diciamo così espressive molto ampie, molto diversificate con la realtà immersiva con invece l’esposizione classica museale».

Per quanto riguarda la fiducia alla direttrice Ilaria Bonacossa, presente durante la conferenza, Armella è diplomatica: «Non spetta soltanto a me esprimere un giudizio, c’è un consiglio direttivo composto di cinque persone, ci sono ovviamente una serie di soggetti che ruotano intorno a Palazzo Ducale, vari comitati che hanno ovviamente tutti voce in capitolo. Da questo punto di vista dobbiamo ovviamente attendere gli sviluppi, ma certamente partiamo da un dato di fatto: abbiamo una direttrice molto competente sui temi dell’arte che ha messo in campo in questi ultimi mesi e in questi anni molte iniziative che in precedenza a Palazzo Ducale non c’erano, quindi credo che sia importante partire da questo dato di fondo. E non è ovviamente l’unica persona, perché intorno alla direttrice si muove e ruota una squadra competente che ha a cuore Palazzo Ducale e che lavora con una grandissima passione. Io raramente ho visto una passione e una motivazione così forte come in questa istituzione, quindi coloro che lavorano qui devono essere ovviamente spinti a continuare a dare del loro meglio perché questa istituzione vuole essere ancora più aperta alla città, vuole essere ancora più dinamica. Non spetta a me dare i voti, non è questo l’obiettivo che oggi abbiamo; oggi inizia un nuovo capitolo, un capitolo in cui Palazzo Ducale vuole continuare e forse essere ancora di più un hub culturale che dialoga con cittadini, con istituzioni, con associazioni con le tante istituzioni culturali che ruotano in questa città e credo che questo sia il nostro obiettivo non concentrarci troppo sui singoli o sulle singole vicende, è un gioco di squadra e il mio obiettivo è fare in modo che questa squadra funzioni tutta insieme al meglio».

Per capire come risollevare i numeri che negli ultimi tempi non sono positivi, Armella dichiara di prendersi almeno due o tre mesi di tempo per elaborare dei progetti e per elaborare un programma anche comprendere le motivazioni di questo calo di presenze: «Da quello che abbiamo letto in questi mesi, dopo la crisi Covid, molte istituzioni museali, molti centri culturali hanno fatto fatica a recuperare i numeri precedenti. Di qua a tre anni vedremo i numeri e cercheremo di capire se siamo stati in grado di intercettare una ripresa. Credo che un aspetto importante da portare anche a Genova sia una grande fruibilità delle mostre. Cioè rendere le mostre accessibili, con guide, con possibilità insomma in qualche modo di trovare una capacità di divulgazione importante. Specialmente se si lavora sull’arte contemporanea, parliamo dei linguaggi che devono essere anche compresi dal grande pubblico quindi proviamo a trovare delle formule per renderli assolutamente accessibili a tutti».

Alle istituzioni Armella chiede di proseguire con il loro impegno: «Certamente il Comune in primis, ma anche la Regione e anche le molte istituzioni che sostengono Palazzo Ducale, gli sponsor, coloro che contribuiscono con i loro progetti. Le loro risorse sono un punto di partenza importantissimo, quindi non dobbiamo dimenticare nessuno, dobbiamo sempre ricordare che in Palazzo Ducale si coniuga moltissimo la spinta di investitori mecenati privati, pensiamo a Wolfson per esempio, con una forte spinta e partecipazione istituzionale quindi da parte nostra collaboreremo sempre di più in maniera più stretta sia con il Comune sia con la Regione e soprattutto dobbiamo iniziare a ragionare proprio su un gioco di squadra che deve riprendere completamente».

L’assessore alla Cultura Giacomo Montanari commenta: «Crediamo molto nelle sinergie che può sviluppare Palazzo Ducale, come luogo indispensabile per la cultura cittadina e non solo per organizzare mostre. Credo sia importante il dialogo, fare squadra per arrivare a obiettivi condivisi»

Sara Armella, la biografia

Avvocata e fondatrice dello studio Armella & Associati, Sara Armella è una delle massime esperte a livello internazionale di diritto doganale. Lo studio da lei guidato è stato indicato da Forbes tra i migliori cento studi legali italiani, mentre l’International Customs Law Academy (ICLA) l’ha classificata tra i primi cento esperti al mondo nella materia. Nel 2025 è stata nominata Counselor del Board of Directors dell’International Customs Law Academy, prestigiosa accademia internazionale che riunisce i massimi esperti di diritto doganale a livello globale.

Autrice di oltre cento articoli pubblicati su riviste nazionali e internazionali e di tre monografie, tra cui Diritto doganale dell’Unione europea (Egea Bocconi, 2017) ed European Union Customs Law, è anche autrice della voce “Tributi doganali” dell’Enciclopedia Treccani online.

Presiede la commissione Dogane di ICC Italia e rappresenta l’Italia presso la Commissione Customs and Trade Facilitation della Camera di Commercio Internazionale di Parigi. È docente di diritto doganale nei master post-universitari dell’Università Bocconi e dell’Università Statale di Milano.

Dal 2023 è membro della Commissione di esperti nominata dal ministero dell’Economia e delle Finanze per la riforma del sistema doganale, e componente del Gruppo di lavoro Dogane e commercio internazionale di Confindustria.

Ha contribuito a fondare l’associazione “Polis”, voluta e animata da Alessandro Schiesaro, oggi direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, con l’obiettivo di promuovere il confronto sui grandi temi civili, riunendo personalità di alto profilo culturale e civile.

Accanto all’attività professionale e istituzionale, ha sempre coltivato un forte interesse per il pensiero umanistico, promuovendo e partecipando a iniziative culturali. Tra queste, incontri e dialoghi con personalità del mondo letterario e civile come Claudio Magris, Luca Crescenzi, Franco Marenco, Pietro Grasso ed Elisabetta Pozzi, in contesti che hanno spaziato dalla riflessione giuridica alla letteratura, dal teatro al dibattito pubblico. In particolare, ha curato e animato convegni, presentazioni di libri e tavole rotonde che hanno unito il linguaggio del diritto a quello della narrazione e dell’arte, contribuendo a creare spazi di confronto tra saperi e discipline diverse.