La Borsa di Milano apre poco mossa con il primo indice Ftse Mib (-0,04%) a 38.311 punti e resta negativa dopo i primi scambi. Nel listino principale giù Eni (-1,83%), Campari (-1,23%) e Tenaris (-0,92%). Guadagnano Diasorin (+1,52%), Amplifon (+1,38%) e Nexi (+1,16%)
Le Borse europee, orfane di Londra chiusa per festività, partono in rosso la prima seduta della settimana. Gli investitori guardano agli sviluppi sui dazi e sulle tensioni geopolitiche, in particolare per il conflitto tra Russia e Ucraina. Apertura in calo per Parigi (-0,45%) e Francoforte (-0,1%).
Borse asiatiche a ranghi ridotti e contrastate, con i listini della Cina e del Giappone chiusi per festività. I mercati attendono sviluppi sul fronte dei dazi, con il dollaro che si indebolisce sulle principali valute. In flessione Taiwan (-1,2%).
Giornata scarna dal punto di vista macroeconomico. In arrivo dagli Stati Uniti l’indice Ism dei servizi.
Prezzi del petrolio in picchiata in Asia dopo che l’Opec+ ha concordato il rialzo della produzione per il secondo mese di fila: il West Texas Intermediate (Wti) è arrivato a cedere il 3,8%, a 56,08 dollari al barile, mentre il Brent il 3,5%, a quota 59,17. Nelle ore successive, il greggio ha tentato il recupero restando però ancora in rosso: il Wti ha ridotto le perdite a -2,9% attestandosi a 56,6 dollari al barile e il Brent a -2,6% portandosi a 59,7 dollari al barile. Gli otto produttori del cartello guidato dall’Arabia Saudita hanno deciso sabato di aumentare a giugno la produzione di altri 411.000 barili al giorno, a un mese dal rialzo di pari entità annunciato a sorpresa a partire da maggio.
Sul fronte valutario l’euro è in rialzo sul dollaro: è scambiato a 1,1334, segnando un guadagno dello 0.33%. Il cambio con lo yen è invece in ribasso dello 0,18% a 163,5.
Lo spread tra Btp decennale italiano e corrispondente Bund tedesco segna una lieve diminuzione a 110 punti base (-0,14%). Il rendimento è a +3,63%.