Terzo Valico, Ferraris (Fs Italiane): «Il collo di bottiglia della Tortona-Milano risolto entro il 2028»

I lavori sul valico dei Giovi saranno terminati nel 2025. Al momento si è all'83% dei lavori completati sul tunnel, al 65% sul totale

Il collo di bottiglia nella tratta Tortona-Milano verrà risolto entro il 2027-2028. Lo ha annunciato Luigi Ferraris, amministratore delegato di Fs Italiane, alla tavola rotonda sul “Potenziamento in corso del trasporto ferroviario merci dei porti di Genova-Prà-Savona-Vado Ligure” a Palazzo San Giorgio di Genova.

Autorità di Sistema Portuale e Ferrovie hanno fatto il punto su Terzo Valico e Nodo di Genova, sulle prospettive con l’apertura di altri valichi alpini, sull’ultimo miglio di collegamento tra i terminale e le linee di connessione, sui parchi ferroviari di Savona-Vado e un focus sul Campasso su cui Ferraris ha annunciato che a regime si avranno 42 treni su quella linea, mentre una ventina andranno in quella sommergibile.

Il quadruplicamento della linea Tortona-Milano, necessaria per garantire lo spostamento ad alta velocità su tutta la tratta Genova-Milano, non era compreso nel Pnrr, ma Fs sta lavorando per evitare appunto l’effetto collo di bottiglia una volta che i treni usciranno dal tunnel di valico: «Abbiamo siglato un contratto di programma. Quel tratto è diviso in tre pezzi e a regime consentirà una velocità di 200 km/h sulla tratta, consentendo di raggiungere il target di 53 minuti per il trasporto passeggeri.

Il quadruplicamento Tortona-Voghera è stato stimato di un costo di 600 milioni e consentirà di separare il traffico tra i collegamenti Torino-Alessandria-Piacenza e le relazioni Milano-Genova.

Per la tratta Milano Rogoredo-Pavia sono in corso le gare necessarie per avviare i lavori, la cui fine è prevista dal 2026. Il costo è di circa 900 milioni per 29 km. L’intervento è articolato in due fasi funzionali: la prima fase prevede il quadruplicamento nella tratta Milano Rogoredo – Pieve Emanuele (circa 11 km), mentre la seconda fase riguarda il completamento fino a Pavia (circa 18 km).

Il Terzo Valico, secondo Ferraris, consentirà un aumento del trasporto merci del 43% e del 49% dei passeggeri. I treni lunghi 750 metri sono l’equivalente di 41 tir.

«Abbiamo ripreso in mano un’infrastruttura datata 60-70 anni. Siamo oltre all’83% dei lavori completati sul tunnel, al 65% sul totale». Ferraris ha confermato che i tempi del 2025 di fine opera di valico saranno rispettati.

Il lavoro sul Terzo Valico è strettamente collegato a quello del Nodo di Genova. Fs è al lavoro per il quadruplicamento tra Voltri e Sampierdarena in modo da separare il traffico metropolitano e regionale da quello dei treni a media e lunga percorrenza e merci. Il sindaco Marco Bucci ha lasciato intendere l’ipotesi di affidare ad Amt la gestione della tratta metropolitana.

Il viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi, commenta: «Il tema del Terzo valico è particolarmente complesso. Nasce con un progetto che più di dieci anni fa avevo in parte criticato perché aveva scelto una linea di penetrazione attraverso l’Appennino molto complessa, sulla faglia tra Alpi e Appennini. Questo ha comportato la necessità di utilizzare tecnologie avanzate, come abbiamo visto con la necessità di sostituire una talpa per lo scavo. Ma ormai siamo nella fase finale: in meno di un anno saranno completati i lavori di scavo, poi si passerà all’armamento ferroviario».

«Per quanto riguarda il Terzo Valico – lancia l’idea il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – è un’opera dove mi piacerebbe venisse organizzata una passeggiata, simile a quella promossa dal sindaco Bucci nel cantiere del Waterfront, per far capire e vedere ai cittadini il lavoro impressionante che si è fatto sulla galleria scavata alle spalle di Genova. Non credo che l’opinione pubblica, anche quella più informata, abbia realmente compreso le proporzioni dell’immenso lavoro che si sta portando avanti e i giganteschi benefici che ne deriveranno per il sistema economico, portuale e logistico genovese».

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