Trenitalia ha consegnato gli ultimi due treni modello Pop dei 15 previsti dal contratto di servizio alla Regione Liguria. Tempi rispettati su un cronoprogramma che prevede, entro il 2023, un totale di 48 nuovi treni regionali che porteranno l’età media della flotta ligure dai 26 anni del 2015 a 4 anni e 6 mesi. In circolazione anche due treni modello Rock. Salgono così a 31 (5 Jazz, 15 Pop e 11 Rock) i nuovi regionali. L’investimento totale è di circa 550 milioni di euro.

La scheda

Pop è un treno elettrico di nuova concezione, a piano singolo e media capacità: 300 posti a sedere distribuiti in quattro carrozze, per una capienza di 530 persone nel rispetto delle restrizioni imposte dalle normative sanitarie attuali. Il modello Rock costituisce invece il nuovo rappresentante della classe a piano doppio ed elevata capacità di trasporto. 600 posti a sedere e circa 1200 posti complessivi suddivisi in cinque carrozze.

Trenitalia evidenzia come i modelli Pop e Rock offrano migliori performance in termini di comfort e accessibilità: raggiungono i 160 km/h, sono dotati di un sistema di telediagnostica e uno di telecamere interne che migliorano la sicurezza, e dispongono di posti pensati specificamente per i disabili vicino alle porte di accesso e ai servizi igienici per facilitare il transito delle persone a mobilità ridotta. Inoltre sono composti di materiali riciclabili fino al 97%, e riducono il consumo energetico del 30% rispetto alla generazione di treni precedente, caratteristiche che li rendono adeguati a prestare servizio nel contesto della transizione ecologica.

Luigi Corradi

«Le Ferrovie dello Stato sono al centro della transizione – afferma Luigi Corradi, amministratore delegato di Trenitalia – noi siamo ecologici nel dna, avendo quasi tutti i treni elettrici. Adesso stiamo completando l’elettrificazione di molte linee, ma stiamo anche introducendo nuovi treni ibridi. Avremo treni diesel-elettrici che ci permettono di usare la parte diesel al minimo, che avranno anche batterie. Questo significa che possiamo spegnere il diesel e andare in autonomia elettrica. Sono ancora in fase di prova; verranno attivati in tutte quelle regioni che hanno ancora delle linee non elettrificate, ma lunghe e frequentate. Li troveremo da nord a sud».

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