Che ci sarebbero stati dei problemi nella prenotazione dei vaccini per gli over 80 Regione Liguria l’aveva messo in conto. Tuttavia la situazione di questi primi giorni sta facendo emergere diverse questioni, a partire dalla riduzione della quantità di vaccini in arrivo alla Regione Liguria, che aveva indotto la Regione a un’apertura delle agende in senso prudenziale.

Il presidente Giovanni Toti assicura che entro il 30 maggio tutte le persone che avranno diritto al vaccino lo avranno e che presto saranno aperti altri centri dove si potranno somministrare a partire da oggi (quello della Colletta di Arenzano), mentre le aziende ospedaliere aumenteranno la propria capacità di somministrazione. Molti hanno lamentato l’assenza di centri a Ponente, con l’opzione Rossiglione ritenuta da un lato troppo difficile da raggiungere per chi abita a Genova, dall’altro il sindaco del centro della Valle Stura Katia Piccardo aveva espresso timori che il punto vaccinale non sarebbe in realtà servito agli abitanti della valle com’era invece stato studiato in origine».

Sulla questione delle sedi Toti ribadisce: «Abbiamo scelto di essere più capillari possibili invece che concentrare il personale in luoghi ampi, ma che avrebbero evidentemente fatto spostare più persone».

La programmazione è stata fatta sulla base dei circa 21 mila vaccini a settimana che dovrebbe ricevere la Liguria: 19 mila circa saranno destinati agli over 80 e i restanti 2 mila alla fase ‘1 allargata’ (cioè i sanitari liberi professionisti eccetera). Nel caso dovessero arrivarne di più, la Regione si dice pronta a modificare la programmazione.

«Mano a mano che le agende saranno allargate – afferma Toti – potranno crearsi situazioni apparentemente inique: una volta chiuso il ciclo di prenotazione e analizzate le discrepanze, avremo modo di riequilibrare eventuali significative ingiustizie».

Inoltre viene chiarito che le prenotazioni per i non deambulanti a cui spetta la vaccinazione a domicilio inizierà dal 1° marzo.

«Coloro che invece hanno una temporanea incapacità di muoversi – specifica Toti – devono rivolgersi al proprio medico di medicina generale che comunicherà alla Asl di competenza la necessità di vaccinazione al domicilio».

Il presidente della Regione Liguria invita però i cittadini a mostrare un maggior senso civico: «Invitiamo tutti a non farsi prendere dall’ansia, magari prenotando attraverso il numero verde dedicato per poi chiamare il proprio medico e magari presentarsi alla giornata vaccinale nel proprio comune: in questo modo avremmo tre slot vaccinali occupati alla stessa persona. Il messaggio chiaro e forte è che nessuno rimarrà senza vaccino».

Il subcommissario di Alisa con funzioni di direttore sanitario e responsabile Prevenzione Filippo Ansaldi ha spiegato che la fase 1 “stretta”, quella che riguarda la vaccinazione del personale socio-sanitario e gli ospiti delle Rsa, è rappresentata da 60.142 soggetti che saranno vaccinati entro la metà di marzo. «Le ultime dosi necessarie sono state consegnate questa settimana e sono necessarie 3-4 settimane per ultimare questa fase con la doppia somministrazione. A questi si stanno affiancando gli over 80, che sono circa
170 mila persone, con una adesione alla vaccinazione stimata intorno all’85%: per concludere la loro vaccinazione entro il 9 maggio avremmo dovuto somministrare circa 24 mila dosi alla settimana ma sono diminuite le dosi in consegna e abbiamo dovuto riprogrammare, in relazione alla quantità di vaccini che prevediamo verrà consegnata».

Ansaldi ricorda che i tre accessi obbligatori per le vaccinazioni nei primi anni di vita di un bambino sono circa 25 mila.
«Non bisogna confondere – aggiunge Ansaldi – le agende con le dosi che vengono somministrate agli over 80: oltre al portale, al numero verde Cup e agli sportelli, abbiamo anche altri canali di accesso come ad esempio le giornate vaccinali nei piccoli comuni, gli anziani che vengono vaccinati in dimissione dagli ospedali e le vaccinazioni al domicilio.
Alle aziende sanitarie e ospedaliere è stato chiesto un enorme sforzo, tenuto conto che il contributo del personale arrivato dalla struttura commissariale ha un peso assolutamente relativo: in Asl 3 ad esempio risultano arrivati 8 medici. È bene ricordare che ci sarà un’operazione di recupero ogni volta che verranno aperti nuovi posti disponibili».

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