Anci Liguria, no alla fusione tra i Comuni sotto i 5mila abitanti

La fusione obbligatoria tra i Comuni sotto i cinquemila abitanti non è la strada per favorire l’associazionismo: così secondo Anci Liguria, che si schiera in difesa dei Piccoli Comuni sulla proposta di legge presentata nei giorni scorsi da 20 deputati del Pd.

Secondo l’Anci, il riordino del sistema delle autonomie locali, favorendo l’associazione tra piccoli Comuni, è una necessità e deve essere raggiunto sulla base di una convinta azione degli enti locali coinvolti che punti a unire le forze e le risorse per accrescere il livello e l’efficienza dei servizi. «Non può dipendere invece da un atto di legge che fissi norme e scadenze indistinte, senza tener conto delle grandi differenze territoriali esistenti nel Paese e del ruolo svolto dai piccoli Comuni − commenta Marco Doria, presidente di Anci Liguria, sindaco di Genova e sindaco della Città Metropolitana di Genova − Nel 2015 i piccoli Comuni hanno dimostrato grande senso di responsabilità e capacità di promuovere iniziative per ottimizzare le risorse e continuare a garantire i servizi offerti ai cittadini».

«Dalla Conferenza nazionale di Cagliari dello scorso luglio è scaturito inoltre un manifesto di proposte che è diventato per tutta l’Anci una base di confronto con il governo e che ha sortito effetti concreti, come il rinvio al 31 dicembre 2016 del termine per le gestioni associate contenuto nel Milleproroghe − spiega Michele Malfatti, coordinatore della Consulta dei Piccoli Comuni di Anci Liguria – Con il ministero dell’Interno è stato avviato un tavolo tecnico per superare l’obbligatorietà della gestione associata delle 10 funzioni fondamentali e ragionare sulle nostre proposte. L’avvio di questo percorso condiviso non può e non deve essere inficiato da un’iniziativa come quella di venti parlamentari del Pd, che dimostrano di conoscere poco la realtà delle piccole amministrazioni locali e riprendono come discriminante il criterio demografico, che sappiamo non essere l’unico elemento da tenere in considerazione nel governo dei piccoli comuni. Continueremo quindi a lavorare in una logica di condivisione e concertazione, facendo sì che quella della fusione possa essere una possibilità di scelta nell’ambito di una serie di proposte costruttive e di azioni condivise».

Secondo Pierluigi Vinai, segretario generale di Anci Liguria, «il processo di associazionismo avanza e Anci è accanto ai Comuni, a prescindere dalle loro dimensioni, per tutelarne la centralità e il protagonismo. Abolizione del patto di stabilità interno, priorità allo sblocco degli spazi finanziari concessi dalla Regione per i Comuni sotto i mille abitanti e per le Unioni di Comuni, svincolo dalla centrale unica di committenza per i Comuni con meno di 10 mila abitanti e agevolazioni per le assunzioni nei Comuni sotto i mille abitanti e per le Unioni di Comuni: sono i risultati concreti ottenuti da Anci nella Legge di Stabilità 2016».

Sui 235 Comuni liguri, 183 (il 78% del totale) hanno meno di cinquemila abitanti, 133 meno di duemila, 99 meno di mille e 48 meno di cento. Oggi in Liguria esistono 23 Unioni di Comuni, che ne raggruppano 114.