L’Università di Genova ha presentato il 28 ottobre il Bilancio di Sostenibilità 2025, un documento volontario costruito sui tre pilastri ESG (ambiente, sociale e governance). È redatto in linea con gli standard europei di rendicontazione ESRS elaborati dall’EFRAG, adattati alle specificità della missione universitaria, e adotta il principio della doppia materialità. UniGe non rientra tra i soggetti obbligati alla rendicontazione: ha scelto di farlo. Per molti dei dati il bilancio propone un confronto con gli anni precedenti, offrendo una lettura dell’evoluzione nel triennio 2023-2025. Non è il primo documento di questo tipo per l’ateneo: i due bilanci precedenti (il primo relativo al 2017, il secondo al biennio 2018-19) erano stati redatti secondo le linee guida GRI G4 e avevano coinvolto anche il punto di vista dei principali stakeholder.
Alla presentazione sono intervenuti l’eletto rettore Antonio Uccelli, la prorettrice alla Sostenibilità Adriana Del Borghi e Alberto Quagli, coordinatore scientifico degli ambiti governance e social. Del Borghi ha rivendicato il lavoro interamente interno all’ateneo, senza consulenti esterni: le stesse competenze, ha spiegato, sono oggi a disposizione anche delle aziende che vogliono farsi affiancare nella redazione dei propri bilanci di sostenibilità. Per lei il documento è soprattutto «un’operazione di trasparenza», mentre Quagli ha sottolineato che UniGe è tra i primi a farlo con questa impostazione.
Ambiente. Dal 2013 l’ateneo calcola l’inventario delle emissioni di gas serra, che nel bilancio si attesta a 17.070 tonnellate di CO₂ equivalente. I rifiuti contabilizzati sono 582,5 tonnellate. Sul fronte della mobilità c’è il Piano spostamento casa-università, con convenzioni per i mezzi pubblici e iniziative per la mobilità attiva, mentre la tutela della biodiversità fa capo ai circa 18 ettari dei Giardini Botanici Hanbury e all’Orto Botanico.
Sociale e organico. Al 31 dicembre l’ateneo conta 1.425 docenti in servizio, il 78% a tempo indeterminato: 358 ordinari, 682 associati, 80 ricercatori a tempo indeterminato e 305 a tempo determinato. Le donne sono il 39,1% del totale (557 su 1.425) e ricoprono 104 cattedre da ordinario contro le 254 degli uomini. Del Borghi ha indicato la parità di genere, soprattutto nelle posizioni di vertice e nelle discipline scientifiche, tra le questioni ancora aperte.
Il bilancio pubblica anche i dati retributivi di organi di governance e categorie di personale, dai docenti al personale tecnico-amministrativo. Per i professori ordinari la media lorda annua è di circa 102.100 euro per gli uomini e 102.250 per le donne; per gli associati di circa 66.300 e 67.900 euro; per i ricercatori a tempo indeterminato di circa 60.250 e 61.900 euro; per i ricercatori a tempo determinato di circa 38.100 euro per gli uomini e 37.500 per le donne.
Sul versante sociale rientrano anche i servizi per disabilità e DSA, il Polo Universitario Penitenziario (oltre 50 iscritti), UniGeSenior (più di 2.500 partecipanti) e oltre 100 eventi dedicati alla sostenibilità.
Governance. L’ateneo si è dotato di una struttura dedicata, con prorettrice, Commissione e Settore Sostenibilità, affiancati da Mobility Manager ed Energy Manager e dagli organismi per pari opportunità e inclusione. UniGe partecipa alla Rete delle Università per lo Sviluppo sostenibile (RUS) e dal 2023 ne coordina il gruppo di lavoro sui cambiamenti climatici.
Guardando ai prossimi sei anni di mandato, Uccelli ha indicato l’obiettivo di consolidare quanto fatto: «Tra 6 anni saremo più avanti di dove siamo adesso». Quagli ha aggiunto che ora serve continuità nella rendicontazione, per verificare nel tempo se le azioni si traducono in miglioramenti concreti.
