Artigianato, la Liguria cresce il doppio della media nazionale nel terzo trimestre

Foto: Tima Miroshnichenko / Pexels – Artigianato, la Liguria cresce il doppio della media nazionale nel terzo trimestre
Foto: Tima Miroshnichenko / Pexels – Artigianato, la Liguria cresce il doppio della media nazionale nel terzo trimestre

Nel terzo trimestre 2026 la Liguria registra 607 nuove iscrizioni e 512 cessazioni, con un saldo di +95 imprese artigiane, pari al +0,22%. Le attività artigiane operative sul territorio regionale sono 42.518. Per il secondo trimestre consecutivo tutte e quattro le province chiudono in positivo.

Il risultato regionale è il doppio rispetto alla media nazionale, secondo l’elaborazione del Centro Studi Confartigianato Liguria su dati Movimprese-InfoCamere. In Italia le imprese artigiane registrate sono 1.225.910, con 16.327 iscrizioni e 14.926 cessazioni: il saldo di +1.401 imprese corrisponde a un’incidenza dello 0,11%.

Per incidenza del saldo sulle imprese registrate, la Liguria è terza in Italia tra le regioni a statuto ordinario, dopo Lazio (+0,31%) e Basilicata (+0,23%). È inoltre prima nel Nord, davanti a Lombardia (+0,18%), Emilia-Romagna (+0,18%), Piemonte (-0,04%) e Veneto (-0,18%).

«Il dato conferma la vitalità dell’artigianato ligure: malgrado le difficoltà congiunturali, cresciamo a un ritmo doppio rispetto alla media nazionale e tutte e quattro le province presentano un saldo positivo», commenta Pino Pace, presidente di Confartigianato Liguria. «È un risultato significativo, soprattutto in una fase economica ancora incerta. Le nuove iscrizioni dimostrano che esiste una diffusa volontà di fare impresa; la sfida è creare le condizioni perché queste attività riescano a consolidarsi, investire e generare occupazione. Dobbiamo inoltre continuare ad avvicinare i giovani ai mestieri artigiani, mostrando loro che possono rappresentare una prima scelta professionale e offrire concrete prospettive di crescita».

Genova, che concentra oltre la metà dell’artigianato regionale con 22.347 imprese attive, nel trimestre registra 277 iscrizioni e 249 cessazioni, con un saldo di +28 imprese (+0,13%). Il contributo principale arriva dalle costruzioni (+36), seguite dalle altre attività di servizi (+6) e dai servizi di supporto alle imprese (+5).

Imperia presenta 7.111 imprese artigiane attive. Le 119 iscrizioni e le 84 cessazioni producono un saldo di +35 imprese. Con un’incidenza del +0,49%, la provincia ottiene la migliore performance regionale. Il risultato è sostenuto dalle costruzioni (+33), dalle attività amministrative e dai servizi di supporto (+8) e dalle altre attività di servizi (+4).

Savona conta 8.103 imprese artigiane attive. Nel trimestre sono state rilevate 109 iscrizioni e 98 cessazioni, per un saldo di +11 imprese (+0,14%). A sostenere il dato sono soprattutto le costruzioni (+9) e le altre attività di servizi (+8).

La Spezia registra 4.957 imprese artigiane attive. Le 102 iscrizioni e le 81 cessazioni determinano un saldo di +21 imprese e un’incidenza dello 0,42%, la seconda più elevata della Liguria. La crescita è distribuita tra costruzioni (+7), altre attività di servizi (+6), manifattura (+4), servizi di supporto (+3) e trasporto e magazzinaggio (+2).

L’analisi regionale dei settori conferma il ruolo trainante delle costruzioni, che contano 21.067 imprese attive e chiudono il trimestre con un saldo di +85. Il comparto cresce in tutte e quattro le province.

Un contributo positivo arriva anche dalle altre attività di servizi, con un saldo di +24 imprese, sostenuto soprattutto dai servizi alla persona (+21), e dalle attività amministrative e dai servizi di supporto (+16).

La manifattura artigiana registra 77 iscrizioni e 82 cessazioni, con un saldo di -5 imprese su 6.491 attive. Pur non chiudendo in positivo come nel trimestre precedente, il comparto ligure mostra una maggiore capacità di tenuta rispetto al quadro nazionale: l’incidenza del saldo è pari a -0,08% in Liguria, contro il -0,26% dell’Italia, dove la manifattura perde complessivamente 640 imprese. All’interno del comparto regionale si distingue la riparazione, manutenzione e installazione di macchine, con un saldo di +7.

La nuova imprenditorialità è sostenuta soprattutto dalle imprese individuali, che rappresentano 519 delle 607 iscrizioni del trimestre e registrano un saldo di +122. Per Confartigianato, questa propensione a mettersi in proprio rende ancora più importante costruire un percorso capace di accompagnare anche le nuove generazioni: dalla conoscenza dei mestieri alla formazione tecnica e imprenditoriale, dall’apprendistato all’accesso al credito, fino al sostegno nella fase di avvio e nei primi anni di attività. Un percorso necessario anche per favorire il ricambio generazionale e la trasmissione delle competenze custodite nelle imprese.

La lettura complessiva restituisce l’immagine di un sistema artigiano capace di generare nuove attività, ma con una crescita fortemente concentrata nelle costruzioni e nei servizi. Resta quindi centrale il tema del consolidamento delle imprese, insieme all’accesso al credito, alla formazione, all’innovazione e al ricambio generazionale.

«Valutiamo positivamente le misure attivate da Regione Liguria per facilitare l’accesso al credito, sostenere la formazione e l’apprendistato e accompagnare le imprese che operano nell’entroterra», conclude Pace. «Sono strumenti importanti, ai quali occorre garantire continuità e risorse adeguate. Chiediamo inoltre una misura specificamente dedicata all’apertura delle nuove attività, capace di sostenere gli imprenditori nella fase di avvio e nei primi anni di vita dell’azienda, con particolare attenzione ai giovani. L’obiettivo è collegare orientamento, formazione, lavoro e creazione d’impresa, trasformando la vitalità registrata dai dati in aziende solide, durature e capaci di creare occupazione».