Il 75% di chi utilizza l’intelligenza artificiale negli acquisti dichiara che questa ha influenzato la propria decisione e, nel settore finanziario, oltre un intervistato su 2 valuterebbe di cambiare banca o assicurazione sulla base dei suoi suggerimenti. È quanto emerge da un’indagine di Excellence Payments, società del Gruppo Excellence, su 160 partecipanti, dedicata al ruolo delle raccomandazioni algoritmiche nelle scelte dei consumatori e alle conseguenze per le strategie competitive delle imprese.
Nel dettaglio, oltre l’80% degli intervistati, pari a 132 persone, ha utilizzato almeno una volta negli ultimi 6 mesi strumenti di intelligenza artificiale per cercare informazioni, confrontare alternative o scegliere prodotti e servizi. Tra questi, circa il 45% ha preso in considerazione prodotti o marchi prima sconosciuti, mentre circa il 26% ha scelto un prodotto o un servizio diverso da quello inizialmente previsto.
Per quanto riguarda i servizi bancari e assicurativi, oltre il 60% del campione si dichiara disposto ad affidarsi all’intelligenza artificiale per confrontare conti correnti, carte e polizze. Tra quanti valuterebbero un cambio di banca o assicurazione, oltre 3 quarti vorrebbero prima confrontarsi con un professionista. Circa il 36% accetterebbe almeno una forma di delega del pagamento, mentre circa l’8% consentirebbe all’intelligenza artificiale di pagare senza conferma ogni volta, almeno in determinate circostanze.
La ricerca si inserisce in un contesto di progressiva trasformazione dei comportamenti di acquisto e delle infrastrutture finanziarie. In Italia, secondo una rilevazione di Facile.it del 2025, 27 milioni di persone hanno fatto ricorso ai comparatori online nell’arco di un anno. Secondo il Global Payments Report 2026 di Worldpay, i digital wallet hanno rappresentato il 56% del valore dell’e-commerce mondiale nel 2025 e dovrebbero raggiungere il 63% entro il 2030. L’evoluzione verso gli Agentic Payments, nei quali sistemi di intelligenza artificiale possono selezionare prodotti e servizi e, entro limiti autorizzati, completare le transazioni, apre una nuova fase della competizione: per le imprese non sarà sufficiente conquistare l’attenzione dei consumatori, ma diventerà sempre più importante essere individuate e raccomandate dagli algoritmi.
«Le raccomandazioni algoritmiche stanno modificando il rapporto tra imprese e consumatori in tutti i settori, compreso quello finanziario, come dimostra la nostra ricerca», osserva Gianluca Fabrizio Delfino, professore della Stockholm School of Economics, autore della ricerca insieme a Francesco Li Vigni, manager di Excellence Payments. «Se finora le aziende hanno investito per essere riconoscibili e attrattive agli occhi delle persone, dovranno rendere la propria offerta comprensibile e valutabile anche dagli agenti Ai. Prezzo e caratteristiche tecniche non saranno gli unici elementi decisivi: qualità del servizio, affidabilità e reputazione dovranno tradursi in informazioni accessibili e verificabili, per evitare che la competizione si riduca a un confronto esclusivamente economico».
«È una trasformazione che riguarda tutte le imprese, da quelle industriali e commerciali agli operatori bancari e assicurativi, e richiede un cambiamento tecnologico, strategico e organizzativo», sottolinea Li Vigni. «Serviranno nuovi strumenti di analisi, indicatori per misurare la visibilità e la raccomandazione algoritmica, competenze specialistiche e modelli di governance per interpretare i risultati. Le aziende dovranno ripensare i processi decisionali e le strategie commerciali, aggiornando le proprie competenze, adeguando le strutture organizzative e facendo evolvere i propri modelli di business».
La survey esplorativa è stata condotta dal 2 al 16 ottobre 2026. Il campione non è rappresentativo della popolazione italiana e le percentuali si riferiscono ai soli intervistati. I dati sull’influenza dell’intelligenza artificiale negli acquisti riguardano i 132 partecipanti che dichiarano di averla utilizzata negli ultimi 6 mesi.
