Liguria, i Commercialisti contro l’estensione del deposito bilanci ai Consulenti del lavoro

Edificio storico di Genova, immagine di repertorio
Immagine relativa alla posizione degli Ordini dei Commercialisti della Liguria sul deposito dei bilanci. Foto: daniele gagliano / Pexels

I 4 Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della Liguria — Genova, Savona, La Spezia e Imperia — si schierano contro la norma del disegno di legge sulla Concorrenza che intende estendere ai Consulenti del lavoro la facoltà di depositare i bilanci societari presso il Registro delle imprese. Il Coordinamento Regionale della Liguria condivide la posizione del Consiglio Nazionale della categoria, chiedendo che la disposizione venga riconsiderata in sede parlamentare.

La funzione in discussione e le competenze richieste

L’articolo 31, commi 2-quater e 2-quinquies, della legge n. 340/2000 attribuisce oggi agli iscritti all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili la facoltà di depositare i bilanci e di attestarne la conformità agli originali conservati presso la società. Si tratta di una funzione che rientra nell’ambito della pubblicità legale dell’impresa: il professionista incaricato opera sotto la propria responsabilità, non si limita alla trasmissione di un file.

Gli Ordini liguri sottolineano che l’accesso alla professione di Dottore Commercialista prevede formazione universitaria, tirocinio ed esame di Stato nelle discipline economico-aziendali, societarie e contabili, con specifici obblighi di aggiornamento. Il perimetro professionale dei Consulenti del lavoro è invece storicamente incentrato sul diritto del lavoro, sulla previdenza e sull’amministrazione del personale.

Il terzo tentativo di modifica della norma

Il Coordinamento ricorda che quello attuale rappresenta il 3° tentativo di modificare questa disciplina: analoghe iniziative erano state avanzate nel luglio 2022 e nel novembre 2023, senza successo, anche dopo che il Ministero della Giustizia aveva espresso valutazioni negative sull’estensione. Gli Ordini chiedono quindi quali elementi nuovi giustifichino oggi il superamento di quelle valutazioni.

Gli Ordini evidenziano inoltre che proporre tale estensione nell’ambito del Ddl Concorrenza appare contraddittorio: se il deposito fosse un adempimento meramente materiale, non ci sarebbe ragione per attribuirlo in via selettiva a un’ulteriore professione regolamentata; se invece mantiene una connessione con le competenze economico-aziendali e con la responsabilità del professionista, il criterio della formazione specifica non può essere ignorato.

La posizione del Coordinamento regionale

«Non è un semplice adempimento telematico. Servono competenza, formazione e responsabilità […]» — è la sintesi della posizione espressa dal Coordinamento Regionale, guidato da Mauro Rovida, Coordinatore Regionale della Liguria. I 4 Ordini sosterranno le iniziative del Consiglio Nazionale affinché la norma venga riconsiderata nel corso dell’esame parlamentare.