Cna e Confartigianato Liguria respingono le critiche di Confindustria sulla riforma della legge quadro sull’artigianato, sostenendo che il testo in elaborazione dal Governo prevede misure per neutralizzare ogni effetto anticoncorrenziale e che la crescita dimensionale delle imprese artigiane non può essere motivo per negarle il riconoscimento della propria natura.
La posizione di Cna e Confartigianato Liguria
«Il testo sul quale il Governo sta lavorando prevede soluzioni legislative in grado di neutralizzare ogni possibile effetto anticoncorrenziale. Non c’è, dunque, alcuna volontà di creare una zona grigia o di introdurre trattamenti distorsivi tra imprese che operano sullo stesso mercato», dichiarano Gianluca Gattini e Pino Pace, presidenti di Cna e Confartigianato Liguria.
«Al contrario – proseguono Gattini e Pace – proprio per senso di responsabilità, le organizzazioni dell’artigianato hanno avanzato proposte finalizzate a rendere la disciplina ancora più chiara ed equilibrata. Si tratta di interventi che non comporterebbero né disparità di trattamento tra imprese né aggravio di costi per la finanza pubblica».
Il quadro europeo e la prerogativa costituzionale
Cna e Confartigianato Liguria inquadrano la questione nel contesto dell’evoluzione normativa europea, citando gli ordinamenti di Paesi come Francia e Germania, nei quali non sono previste limitazioni alla crescita delle imprese artigiane. Richiamano inoltre l’articolo 45 della Costituzione italiana, che riconosce una specificità all’artigianato e legittima un trattamento differenziato nel mercato, a tutela dell’equilibrio tra componente lavoro e componente capitale.
«La competitività – concludo Gattini e Pace – si costruisce attraverso investimenti, innovazione, competenze e produttività, non attraverso la compressione dei salari o delle tutele. Per questo chiediamo una disciplina moderna, coerente con il quadro europeo e capace di accompagnare la crescita delle imprese senza penalizzarne la natura artigiana. Peraltro, l’artigianato italiano gode di una specifica prerogativa costituzionale, sancita dall’articolo 45 che, alla luce del principio di cui all’articolo 3 della stessa Costituzione, riconosce una specificità all’artigianato e legittima un trattamento differenziato nel mercato, a tutela dell’equilibrio tra componente lavoro e componente capitale nell’organizzazione dell’impresa. La crescita dell’impresa artigiana dovrebbe essere un obiettivo condiviso dall’intero sistema produttivo, in primis da Confindustria, che da sempre solleciti provvedimenti in grado di sostenerla».