Start 4.0 e Iren protagonisti a Genova della Giornata del Made in Italy

L'innovazione che funziona il tema del convegno

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L’innovazione che funziona è un processo strategico e misurabile che genera valore concreto. Si basa su tecnologie avanzate come l’IA ma anche sulla collaborazione, all’interno di un’azienda o di un ente, tra tutte le funzioni – non è materia esclusiva dei laboratori r&S – e sulla valorizzazione delle persone, trasformando idee in risultati tangibili per la crescita aziendale. In questa chiave si è sviluppata a Genova la Giornata nazionale del Made in Italy che ogni 15 aprile è dedicata alla promozione della creatività e dell’eccellenza italiana.

L’evento si è svolto all’auditorium Iren in piazza Raggi e hanno aperto i lavori Paola Girdionio, presidente di Start 4.0, Georgia Cesarone, direttore tecnico di Start 4.0 e Maria Greco, cio di Iren, con i saluti istituzionali del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, dell’assessore alla transizione digitale del Comune di Genova Rita Bruzzone, di Luigi Laurelli, dirigente del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e di Vincenzo Zezza, direttore della casa del Made in Italy Nord Ovest.

La capacità di innovare del territorio genovese è testimonata in misura significstiva dall’attività di Start 4.0, Centro di Competenza nazionale che ha sede a Genova,ed  è dedicato alla trasformazione digitale, sicura e sostenibile delle imprese italiane.

«Questa giornata – ha spiegato Paola Girdinio – per noi è importantissima perché comunichiamo al territorio quello che abbiamo fatto come soggetti attuatori del Pnrr. Abbiamo finanziato   190 progetti in tutta Italia per un valore di finanziamento di 7 milioni e mezzo e un valore dei progetti di 10,6 milioni. Abbiamo selezionato i progetti con molta cautela perché, come è noto, il Pnrr è un prestito, quindi comporta un debito, per cui abbiamo voluto finanziare progetti che portassero valore reale e facessero crescere le imprese in modo da ripagare senza fatica questo debito. È stata un’esperienza bellissima. Il Ministero ci ha scelti qua a Genova per festeggiare la giornata del Made in Italy e abbiamo fatto questa iniziativa insieme con l’Iren che è un associato del centro di competenza ed è uno dei fruitori dei finanziamenti. Abbiamo fatto tante cose importanti con l’Iren. A partire da tutta la formazione dell’awareness cyber, sono quasi cinque anni che collaboriamo per tutta la formazione in ambito cyber security di tutto il personale Iren e sia come awareness cioè come campagna di consapevolezza per tutti i dipendenti, sia per i responsabili delle centrali nell’ambito della direttiva NIS2».

La direttiva NIS 2 è il quadro normativo europeo per la cybersecurity che impone severi obblighi di sicurezza e gestione dei rischi a infrastrutture critiche e soggetti essenziali/importanti. Mira ad alzare la resilienza digitale contro attacchi informatici,

«Non ultimo – ha concluso Girdinio –  stiamo supportando anche per dei progetti di digitalizzazione degli acquedotti».

«Oggi – ha aggiunto Georgia Cesarone – si conferma il modello che era stato immaginato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy tanti anni fa con la creazione di centri di competenza che portassero l’innovazione all’interno del mondo delle piccole e medie imprese, grazie alla collaborazione con la rete delle Camere di commercio, di Confindustria, dei poli, delle imprese e dei grandi centri di ricerca. Questo modello sta funzionando, si è dato una struttura stabile che sta generando buoni frutti. Con Iren abbiamo creato progetti molto belli che sono andati oltre agli obiettivi, hanno poi prodotto miglioramenti anche a livello sociale. Abbiamo lavorato non solo sulla cyber security, ma con i ragazzi delle scuole, con le botteghe storiche delle nostre città, non solo di Genova ma anche di altre città»

«A Genova – ha detto Marco Bucci – siamo capaci di fare innovazione, la nostra è la città del Mediterraneo che fa più business nella blue economy e che ha più facilità nel prevederne l’evoluzione. L’innovazione per noi è pane quotidiano. Io posso confermare che per la Liguria ha la capacità di utilizzare i mezzi digitali per costruire innovazione e quindi avere un effetto sulla qualità della vita. Cosa fondamenale anche perché la qualità della vita è uno dei motivi per cui la gente viene, anche dall’estero, a vivere qui da noi. Ovviamente noi vogliamo l’impiego dei mezzi digitali e l’innovazione in tutto, nella blue economy, nell’industria, nella tecnologia, nella sanità, nel turismo, in tutti quei pilastri della nostra economia che sono fondamentali per il futuro. C’è una crescita nella sensibilizzazione delle imprese verso il mondo digitale e nella importanza della cybersicurezza. Oggi non si fa business senza avere la conoscenza digitale senza innovazione non si è capaci di competere con i concorrenti».

L’innovazione, ha precisato Bucci, non si fa soltanto negli uffici e nei laboratori adibiti alla ricerca & sviluppo. È un processo che deve coinvolgere tutti i componenti di un’impresa o di un ente, è un modo di interpretare la realtà non solo un complesso di tecniche. «In una multinazionale in cui ho lavorati negli Usa – ha ricordato – una fattura costava 190 dollari. Un ragioniere adibito alle fatturazioni, quindi non uno scienziato o un tecnico del digitale, utilizzando le prime trasformazioni digitali e quel tanto di AI che era appena all’inizio, e razionalizzando le procedure, ha portanto il costo della singola fattura a 7 dollari. Dato il numero di fatture che la società produceva, il taglio dei costi è stato enorme. Questo significa saper innovare».

L’innovazione come paradigma culturale che si estende a tutta l’azienda, permettendo di sviluppare nuove tecnologie ma anche di trasformare attività tradizionali, di interconnettere le diverse funzioni aziendali è il concetto messo a fuoco da Maria Greco. Iren, ha sottolineato, ha lavorato molto per fare della cybersecurity non solo un presidio tecnico, ma un elemento fondamentale della propria cultura aziendale e operativa, attraverso diverse iniziative, cone l’utilizzo di manuali a fumetti che si inseriscono nel contesto della formazione alla cybersecurity awareness e attività culturali all’esterno.